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Reggina, Atzori: “Ho grande voglia di lavorare, serve la giusta umiltà”

di Pasquale De Marte – La Reggina riparte e lo fa da una vecchia coscienza, Gianluca Atzori, che torna in riva allo Stretto tredici anni dopo la sua esperienza da calciatore in maglia amaranto.

Niente presentazioni in grande stile come fu per Novellino, forse per scaramanzia o forse per dare un netto segnale rispetto alla politica di “low profile” che la società intende adottare nella prossima stagione.

Volare basso con i proclami per stare più in alto possibile nei fatti, sono queste le intenzioni che traspaiono dalle parole del presidente Foti in apertura della conferenza stampa di presentazione del tecnico : “Vogliamo dare delle risposte attraverso il campo, senza lanciare messaggi eclatanti ma limitandoci a promettere grande impegno e determinazione. Ci rimettiamo tutti in discussione, io per primo, con la voglia di sorridere e trasmettere questo sorriso all’esterno, mentre ci apprestiamo a vivere il venticinquesimo anno di questa società a cui il tifoso reggino può guardare con orgoglio”.

Atzori per parlare dal futuro parte dal passato: “Faccio ritorno a Reggio con grande piacere, vedo un centro sportivo completamente trasformato. Quest’impegno mi stimola tantissimo e sia io che la Reggina abbiamo voglia di riscatto. Vogliamo ridare entusiasmo a questa città. Da parte mia e della squadra ci sarà la massima voglia di lavorare, tutti dovranno avere la giusta umiltà. Questa è l’unica strada per raggiungere dei successi, da calciatore riuscivo ad ottenere i risultati solo attraverso l’entusiasmo ed il lavoro. Siamo la Reggina e dovremo portare con orgoglio in giro per l’Italia questo nome.”

Il neotecnico amaranto sta già lavorando sul futuro: “I quarantanove giocatori sotto contratto sono ovviamente troppi, lo sappiamo. Adesso bisogna risolvere le comproprietà, poi si penserà a sfoltire l’organico.  Vorrei adottare la difesa a tre, ma il modulo deve essere scelto in base alle caratteristiche degli uomini che un allenatore ha a disposizione.  La scorsa stagione l’errore è stato quello di creare troppe aspettative attorno alla squadra, occorre riportare la gente allo stadio. I giovani ? Ungaro, Barillà, Pettinari e Cosenza li ho già avuti a Ravenna e li ho apprezzati subito per l’educazione allo spirito che è tipico della Reggina. vedremo chi rimarrà”.

Inevitabile un riferimento concreto agli obiettivi della Reggina:  “Il campionato di B è lungo e difficile, se dicessi che sono qui per vincere il campionato ci troveremmo a fare gli stessi errori dello scorso anno, posso assicurare però che società ed allenatore continuano a mantenere ambizioni importanti e in loro c’è grande voglia di rivalsa”.

Atzori si ispira a Silvio Baldini, con cui ha lavorato per sette anni prima da calciatore e poi da vice del tecnico toscano, e lancia un monito ai calciatori che potrebbero restare a Reggio: “Tedesco, Vigiani, Brienza e Missiroli? Quattro calciatori importantissimi che tutti vorrebbero allenare, ma devono dimostrarmi di avere le motivazioni giuste e questo discorso vale per tutti. Franco Brienza lo conosco molto bene, siamo stati compagni di squadra a Palermo, sarei felicissimo se rimanesse a Reggio perchè è un giocatore da serie A, gli parlerò e valuterò la situazione”.