Home / sport strill it archivio / Serie B sport / Mazzarri: “A Reggio momenti irripetibili. Balotelli al Napoli? Ho già gestito Cassano”

Mazzarri: “A Reggio momenti irripetibili. Balotelli al Napoli? Ho già gestito Cassano”

“Reggio è stata per me più di una semplice esperienza calcistica per la mia carriera ed io penso di essere stato più di un semplice allenatore per questa città a cui sarò sempre legato”. Così Walter Mazzarri, quest’oggi, ha voluto descrivere  il suo passato amaranto nel giorno del suo ritorno in riva allo Stretto per il ritiro del “Premio Sportivo Reggio Calabria”, ideato dal giornalista Maurizio Insardà e giunto alla sua seconda edizione.

La cornice doveva essere quella di Piazza Camagna, ma il cielo plumbeo e qualche goccia di pioggia hanno fatto si che la manifestazione si sia tenuta in una delle accoglienti sale di Palazzo S.Giorgio. Il riconoscimento al tecnico livornese è arrivato in virtù di un grande passato sulla panchina amaranto e anche per quanto fatto in questa stagione alla guida del Napoli, ma il pensiero, vista la sede dell’evento, non può che tornare spesso sui ricordi vissuti quando allenava da queste parti: “La seconda e la terza stagione alla Reggina non sono state facili perchè abbiamo rischiato prima di non iscriverci, l’anno dopo è addirittura arrivata quella pesantissima penalizzazione. Ogni estate si doveva ricominciare da zero perchè era necessario vendere i migliori, ma nonostante questo posso dire di aver vissuto emozioni forse irripetibili. Mentre percorrevo la strada per arrivare qui ho rivisto la terrazza del ristorante “L’Etoille”, e all’improvviso mi sono immaginato nuovamente lassù con quella marea di gente sotto che festeggiava una miracolosa salvezza”.

A chi gli ricorda il 5-0 con il quale la sua Sampdoria diede una grossa mazzata alle speranze di salvezza della Reggina nella scorsa stagione, il tecnico del Napoli risponde così: “Sapete tutti come arrivammo a quella partita, mandai in campo tanti giovani perchè qualche giorno dopo c’era una finale da giocare, un allenatore non può chiedere ai suoi giocatori di perdere”.

Al dibattito erano presenti anche i giornalisti Italo Cucci, Paolo Paganini, Sabrina Gandolfi e il vicecaporedettatore del Corriere dello Sport Antonio Barillà, anche lui premiato.

Mazzarri ha poi espresso il suo punto di vista sul ruolo dell’allenatore: “Io penso che il valore di un allenatore si debba misurare in base a quello che riesce a produrre. Ad inizio stagione la rosa dei calciatori ha un valore, a fine stagione ne avrà un altro e se questo risulterà essere superiore a quello iniziale vorrà dire che il tecnico ed il suo staff hanno lavorato bene, senza dimenticare che in mezzo c’è un risultato sportivo da conseguire che però spesso è una conseguenza della considerazione iniziale. E’ come se stessimo parlando del manager di un’azienda, che però non deve ammettere ingerenze da parte dei vertici societari. A me sta bene che il mio presidente mi chiami e chieda spiegazioni, ma desidero che nessuno entri nel merito delle mie scelte, perchè quelle le faccio soltanto io, tutti i presidenti che hanno lavorato con me lo sanno. E poi passatemi la battuta, secondo me sono molto più difficili da allenare i presidenti dei giocatori…”.

Le discussioni sono poi scivolate su altri ambiti come ad esempio il rapporto tra operatori della comunicazione ed allenatori, ma sono arrivate anche frecciate indirette verso il tecnico dell’Inter Mourinho che non è mai andato giù leggero con l’allenatore livornese: “Io penso che il compito di un allenatore sia quello di mettere i giocatori nella giusta posizione, motivarli e farli scendere in campo con la giusta determinazione e questo cerco di farlo sempre nella maniera migliore, per il resto non mi considero un grande comunicatore. Quando si parla di risultati servirebbe fare dei distinguo, valutarli in base ai mezzi a disposizione e vincere con una squadra di fenomeni è sicuramente meno difficile, ma non voglio più entrare in nessuna polemica”.

Inevitabile qualche battuta sul suo Napoli: “La mia esperienza sullla panchina azzurra è fino a qui positiva, mi trovo bene con tutto l’ambiente. Se guardiamo i numeri da quando siamo arrivati io ed il mio staff, ci accorgiamo che la grande sorpresa dell’anno ovvero la Sampdoria ha fatto un punto meno di noi. Ci aspetta una stagione difficile, perchè, ricordando quanto disse Galliani qualche tempo fa, giocare al giovedì incide molto ed in negativo sulle prestazioni dei giocatori in campionato, per questo sceglieremo con la società le giuste strategie per prepararci al meglio”.

Quando gli si chiede di Balotelli in azzurro partenopeo, lui fa capire che di talenti irrequieti se ne intende: “In due anni con Cassano non ho mai avuto un litigio, non è mai rimasto fuori per scelta tecnica o disciplinare. Penso che il dovere di un allenatore sia quello di aiutare al massimo i propri calciatori. Se in nove anni di carriera non ho mai subito un esonero gran parte dei meriti sono dei ragazzi che ho avuto, un veicolo decisivo per me e non a caso col novantanove per cento di loro sono ancora in ottimi rapporti, soprattutto con quelli dotati di grande personalità. Gestire un ventenne è una cosa che ogni allenatore dovrebbe saper fare”.