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La Reggina si impone a fatica sul Gallipoli (2-1)

di Pasquale De Marte -La Reggina, come nelle previsioni, batte il Gallipoli e si avvicina alla salvezza.  Ciò che non era preventivabile era che gli amaranto dovessero soffrire tantissimo per battere un avversario spacciato e giunto in riva allo Stretto con poche credenziali e parecchi assenti.

LE SCELTE – Breda sceglie Costa dall’inizio, mentre Adejo si accomoda in panchina.  Tedesco e Valdez, che rientrano dalla squalifica, partono titolari, Barillà viene preferito a Vigiani.  Ezio Rossi è in piena emergenza, in porta c’è Garavano e non Koprivec, davanti i salentini si affidano agli spunti di Artistico.

BRUTTO PRIMO TEMPO – Nel buio di quarantacinque minuti non certo indimenticabili, l’unico bagliore è rappresentato dal gol amaranto arrivato dopo undici minuti di gioco.  Barillà prende palla sulla tre quarti e con un leggero movimento da destra a sinistra calcia a giro con il mancino dai venticinque metri insaccando imparabilmente la sfera vicino all’incrocio dei pali più lontano.

Gli amaranto provano a controllare la gara, ma le loro manovre di gioco risultano sterili e arrivano  solo velleitarie conclusioni dalla distanza.

L’atteggiamento dei padroni di casa è un’importante iniezione di fiducia per il Gallipoli che con il passare dei minuti alza il suo baricentro e crea una serie di pericolose mischie nell’area avversaria, sebbene l’occasione migliore per i giallorossi sia rappresentata da un insidioso tiro di Lazzari da venti metri.

UN GIRONE DOPO – I fischi del Granillo per una Reggina troppo rinunciataria aprono la seconda frazione di gioco svegliano gli uomini di Breda che iniziano a premere per trovare il raddoppio.   Prima Garavano esce a vuoto su un calcio di punizione di Brienza, ma Bonazzoli si vede rimpallare la sua conclusione a botta sicura a porta sguarnita, poco dopo è sempre l’ex palermitano a  colpire la traversa su calcio di punizione, sulla ribattuta il più lesto è l’ariete di Asola che insacca il suo quarto gol stagionale, il primo al Granillo che interrompe un digiuno che durava da ventuno partite (ultimo gol proprio contro il Gallipoli).

SOLITA DIFESA E SOFFERENZA FINALE –   Il Gallipoli non si arrende e accorcia le distanze con Di Carmine, bravo a chiudere un contropiede orchestrato ottimamente dai suoi e favorito dal non irreprensibile comportamento della retroguardia reggina.  Breda cerca rinforzi nella panchina: Cascione e Vigiani rilevano Carmona e Bonazzoli. L’ex centrocampista del Livorno potrebbe andare in gol con un’azione degna di Maradona, ma, dopo aver dribblato mezza squadra avversaria, si ferma sul più bello e calcia debolmente favorendo l’intervento del portiere.  La squadra di Rossi (espulso per proteste) non regala nulla e in due circostanze va vicina al pareggio: prima Di Carmine conclude a lato dal limite con l’intera difesa amaranto in ritardo, poi Artistico cerca l’incrocio dalla distanza ed è Marino ad opporsi con un grande intervento.  I brividi corrono lungo la schiena dei tifosi amaranto fino al 93’, anche perché Brienza per due volte non riesce a concretizzare una ripartenza:  prima con un pallonetto che finisce di poco alto sulla traversa e poi non riuscendo a superare il portiere Garavano. Finisce 2-1.

REGGINA-GALLIPOLI 2-1

REGGINA (3-5-2): Marino; Lanzaro, Valdez, Costa (dal 53′ Adejo) ; Barillà, Carmona (dal 62′ Cascione), Tedesco, Missiroli, Rizzato; Bonazzoli (dal 70′ Vigiani), Brienza. A disp: Fiorillo, Montiel, Pagano, Cacia. All. Breda

GALLIPOLI (4-4-2):  Garavano; Sosa, Galeoti (dall’82’  Tarantino), Tagliani, Pallante; Della Penna (dal 56′ Mancini), Filkor, Viana, Lazzari; De Petris (dal 69′ Di Carmine), Artistico.  A disp: Koprivec, Taurino, Nico, Leppiero. All. Rossi.

Arbitro: Baracani di Firenze

Marcatori: 11′ Barillà, 59′ Bonazzoli, 61′ Lazzari

Ammoniti: Carmona, Barillà, Costa, Lanzaro

Espulso: Ezio Rossi, allenatore del Gallipoli, per proteste.

Recupero: 0’ e 3’.

Note: 719 spettatori paganti per un incasso 3.067 euro, 5184 abbonati.