Home / sport strill it archivio / Serie B sport / Reggina-Gallipoli, primo scontro al “Granillo”

Reggina-Gallipoli, primo scontro al “Granillo”

di Antonio Modafferi – A tre giornate dalla fine del campionato, la Reggina, dopo essersi maledettamente complicata la vita da sola con le ultime due sconfitte consecutive contro Ascoli e Triestina, si gioca molte delle sue possibilità di salvezza contro il Gallipoli, penultimo in classifica e ormai con un piede in Lega Pro dopo la sconfitta casalinga subita sabato scorso contro il Crotone (2-3).

 

Nell’incontro di andata, l’ultima partita dell’anno solare 2009, disputato, come tutte le gare in casa dei pugliesi, al “Via del Mare” di Lecce, i giallorossi si imposero per 2-1. Amaranto in vantaggio con Emiliano Bonazzoli al 30’, al terzo centro stagionale, tutti e tre in trasferta, addirittura due a Lecce, e da allora rimasto all’asciutto, che conclude, dopo un assist di Pagano il cui movimento fa sbandare la difesa di casa, poco prima dell’area di rigore. Nella ripresa però gli uomini allora guidati da mister Giannini in soli sei minuti, tra il 55’ e il 61’, capovolgono la situazione grazie alle reti di Manuel Mancini, ex Taranto e in passato vicino a vestire la maglia amaranto, e di Scaglia. Entrambe i goal nascono dalla fascia destra amaranto, dimostratasi incapace di opporsi alle incursioni dei calciatori giallorossi. La Reggina sfiora il pari con una punizione di Pagano, poi proprio allo scadere grandissima occasione per Cacia, praticamente solo davanti al portiere, ma la sua conclusione sottoporta viene miracolosamente deviata in angolo da Sciarrone.

Non ci sono precedenti al “Granillo” tra Reggina e Gallipoli, le due squadre si sono incontrate per la prima volta nella loro storia nello scorso dicembre, nel girone di andata. I pugliesi sono infatti al primo campionato di serie B dopo la storica promozione ottenuta la scorsa stagione, culmine della trionfale cavalcata che ha portato il Gallipoli, in soli dieci anni, dalla Prima categoria fino al campionato cadetto.

Insomma una vera e propria favola che rischia quest’anno di finire non tanto per motivi sportivi, ossia la quasi certa retrocessione in Prima divisione, quanto soprattutto per problemi economici. La società, infatti, vive una situazione molto critica, è oramai sull’orlo del fallimento, vista l’entrata in scena di un curatore fallimentare e i circa sei milioni di euro di passivo da ripianare, il presidente D’Odorico si è dimesso, la squadra è senza stipendi da tempo, non ci sono i soldi nemmeno per le trasferte, per le quali ultimamente viene utilizzato il treno, meno dispendioso dell’aereo, come per esempio per il viaggio di ritorno da Mantova, quando è stato utilizzato un treno notturno (posti a sedere, le cuccette costavano troppo). Per capire quanto sia complicata la situazione dei pugliesi, basti pensare che per la scorsa trasferta a Torino, le spese per il viaggio aereo sono state coperte dal fratello dell’attuale allenatore Ezio Rossi, subentrato al dimissionario Giuseppe Giannini.

Eppure in estate le cose sembravano essersi messe per il verso giusto dopo che Daniele D’Odorico aveva rilevato la società da Vincenzo Barba, il presidente artefice della splendida scalata del Gallipoli, scongiurando il rischio di un’eventuale esclusione dalla serie B e costruendo, in poche settimane, una squadra che sul campo ha dimostrato di potersela giocare con tutti, tanto è vero che il girone di andata è stato concluso all’undicesimo posto con 28 punti. Nel girone di ritorno, invece, il Gallipoli è letteralmente crollato, non solo a causa dell’organico rivisitato nella sessione di mercato di gennaio, ma soprattutto a causa delle crescenti difficoltà economiche, con i giocatori che non vengono pagati da tempo. Clamorosa la protesta inscenata dalla squadra l’8 febbraio scorso, quando, nel match contro il Grosseto, gli undici in campo nei primi 40 secondi, regalano palla ai giocatori toscani e restano immobili nella propria metà campo con le spalle rivolte verso la tribuna centrale. Al termine del match, l’allenatore Giannini annuncia le proprie dimissioni a causa dei contrasti con il presidente, dimissioni che rientrano dopo qualche giorno, ma il Principe abbandona definitivamente la panchina il 22 marzo dopo la sconfitta casalinga contro il Brescia.

Tornando alla partita di sabato, crocevia fondamentale per la salvezza della Reggina, non ci sono ex né da una parte, né dall’altra.