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Il Vicenza segna, la Reggina no: gli amaranto cadono al Menti (3-1)

 

 

 

 

 

 di Pasquale De Marte – La Reggina cede ancora una volta al Vicenza, come accaduto già all’andata. Gli amaranto non raccolgono nulla in una partita in cui avrebbero probabilmente ottenere qualcosa di più se solo avessero sfruttato meglio le occasioni avute.

Aver incassato tre gol senza che Fiorillo abbia dovuto compiere alcun intervento è un’ulteriore colpa da attribuire ad una squadra che sprofonda in classifica.

Poche, pochissime le note liete emerse da questa gara, una di queste è senza dubbio il ritorno in campo e al gol di Franco Brienza, uomo a cui occorrerà aggrapparsi per scongiurare l’incubo chiamato Lega Pro.

La storia scritta dal primo tempo di Vicenza-Reggina è la solita che si ripete constantemente quando gli amaranto si ritrovano a concludere le partite con le pive nel sacco.

Già al decimo, infatti, c’è la possibilità per gli ospiti di indirizzare la gara sui binari giusti. Castiglia viene atterrato in area, l’arbitro Tozzi giudica l’intervento del biancorosso Martinelli da rigore. Sul dischetto si presenta, a sorpresa, proprio l’ultimo arrivato. La voglia di mettere a segno il gol dell’ex gli tira un brutto scherzo, dato che la sua conclusione forte ma centrale, viene respinta con i piedi da Fortin.

Nei primi venti minuti, nonostante l’episodio sfavorevole, la squadra di Iaconi, seppur non affondando mai colpevolmente il colpo,  continua a giocare corta, mantenendo le giuste distanze tra i reparti e soprattutto riuscendo a non soffrire la superiorità numerica sulle fase dei padroni di casa.

Tuttavia, tra il trentesimo e il trentaduesimo si consumano i due minuti di follia della Reggina .

Prima un cross dalla sinistra di Gavazzi viene bucato di testa prima da Lanzaro e poi da Litteri, la sfera è preda dell’accorrente difensore centrale Di Cesare che con un dribbling stretto, praticamente nell’area piccola, evita Valdez e deposita in rete alle spalle di Fiorillo.

Centoventi secondi dopo un rimpallo favorisce Sgrigna che si invola sulla destra e salta nettamente Rizzato, e, a tu per tu con l’estremo difensore reggino, serve Letteri che insacca a porta sguarnita.

Per la Reggina è notte fonda, l’unico che prova ad accendere la luce è Tedesco, ma per larghi tratti dà l’impressione di predicare nel deserto.

Iaconi  vuole  sovvertire le sorti del match, e nei primi minuti della ripresa inserisce il rientrate Brienza per un negativo Castiglia, forse condizionato dal rigore sbagliato, e Missiroli per Lanzaro.

Il risultato immediato è un gioco perimetrale rispetto all’area di rigore che non si concretizza in azioni da rete degne di nota, con l’ex di turno Giosa impeccabile nel guidare la difesa vicentina.

La Reggina si aggrappa però al miglior giocatore per valore assoluto dei ventidue in campo per riapire la gara: al diciannovesimo della ripresa Franco Brienza con una prodezza balistica trova il gol con il sinistro dal limite dell’area.

Iaconi inserisce Cacia per Pagano, ma è Sgrigna otto minuti più tardi a riportare la Reggina sulla terra: il capitano del Vicenza rientra da sinistra a destra e insacca imparabilmente sul secondo palo.

Gli amaranto ci credono fino alla fine: prima Fortin si trova tra le mani un colpo di testa ravvicinato di Missiroli, poi è il palo te a salvare il Vicenza quando Cacia anticipa il portiere e lo aggira, la palla balla sulla linea di porta dove Giosa salva quando forse il pallone è già dentro, stando alle proteste dei reggini.

A pochi secondi dal novantesimo tocca a Tedesco fare la cosa sbagliata in perfetta solitudine davanti a Fortin: il centrocampista palermitano decide per il suggerimento verso lo stesso Cacia che, oltre a sbagliare un gol non troppo difficile, viene pescato in posizione di fuorigioco.

E’ questo l’ultimo sussulto di una gara, tutto sommato, emozionante, ma amara per la Reggina.