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C’è chi si allena in strada. E poi c’è chi è in mezzo a una strada…

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Quando Pierpaolo Bisoli, allenatore del Cesena, ha chiesto ai suoi giocatori, stamattina, di fare una sgambatura in una delle tante salite di Reggio Calabria, forse qualcuno lo avrà preso per pazzo. Ma tutti i giocatori, tra i quali non c’è nessun fuoriclasse, si sono messi a

 disposizione, mostrando spirito di abnegazione: lo stesso spirito di abnegazione che, insieme a un po’ di fortuna, ha permesso ai bianconeri di espugnare il “Granillo”.

23 punti in 22 gare. La Reggina viaggia a una media leggermente superiore di un punto a partita, quanto basta per retrocedere in Lega Pro. Oggi, in conferenza stampa, Lillo Foti, massimo dirigente amaranto, ha messo la propria faccia, assumendosi le responsabilità del disastro amaranto.

E questo è un merito.

Un merito che, però, non copre i tanti, tantissimi, demeriti in capo alla società. Foti oggi, per la prima volta, ha annunciato che l’obiettivo della Reggina per il campionato in corso è la salvezza. Con buona pace di chi pensava che la campagna acquisti/cessioni di gennaio potesse rappresentare una svolta verso l’alto. Il massimo dirigente amaranto ha manifestato inoltre, con tanti giri di parole, come è solito fare, di non nutrire più fiducia nel tecnico Ivo Iaconi che non ha offerto grossi miglioramenti rispetto alla gestione Novellino.

La verità dei fatti sta in quello che strill.it affermava già diverse settimane fa: più che a facili risalite la Reggina dovrà guardarsi dal baratro di una doppia retrocessione che, oltre a rappresentare un evidente disastro sportivo, rappresenterebbe, forse, anche una catastrofe economica che potrebbe aprire scenari inquietanti nello sport cittadino. E’ questo l’obiettivo che la società dovrà cercare di perseguire nei prossimi mesi: dopo aver rimpinguato le tasche di giocatori quali Buscè, Volpi, Cacia e Bonazzoli, dovrà cercare di far quadrare i conti.

Si parla di sopravvivenza.

Reggina e Cesena si sono invertiti i ruoli rispetto alle attese di inizio campionato: se i romagnoli, secondi in classifica, si allenano in strada, gli amaranto, quart’ultimi, sono in mezzo a una strada.