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Reggina: ecco Fiorillo e Tedesco. Rosati :”Caserta e Vigiani a Reggio? Probabile”.

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di Pasquale De Marte – E’ tempo di presentazioni per  Giacomo Tedesco e Vicenzo Fiorillo,  i primi due rinforzi che la Reggina ha avuto dal mercato di gennaio. Il centrocampista palermitano torna a vestirsi d’amaranto due anni e mezzo dopo la famosa conferenza stampa in cui lasciò lo Stretto

  in lacrime: “Ho ripreso il numero diciannove, forse sapevano che sarei tornato e me l’hanno lasciato libero.  Sono felice di essere qui, Regigo è casa mia.   Dopo Palermo, nella mia vita viene questa città per gli anni belli trascorsi, per i tanti amici e per tante altre cose.  Sono andato via a  parametro zero,  perché nell’estate precedente alla scadenza del mio contratto non c’era  stata l’opportunità di parlare col presidente, che in quel periodo aveva cose più importanti a cui pensare (era tempo di Calciopoli ndr).  Così a gennaio arrivò una grande offerta del Catania, mi  proposero  un contratto a cifre  importanti che non potevo rifiutare.   Il presidente era al corrente di questa situazione, rimasi fino a giugno dando tutto me stesso fino alla fine”.

L’analisi di Tedesco sulla situazione della Reggina è piuttosto chiara: “La rosa è valida, può contare su giovani di qualità e su gente che ha fatto la serie A.  La squadra gioca benino, è un po’ sfiduciata e quando si trova di fronte ad una difficoltà non riesce a reagire. Purtroppo in estate nessuno avrebbe pensato a questa situazione, perché il presidente ha creato un organico di alto livello, però la B è difficile e se non riesci a calarti nella mentalità tutto diventa difficile.  Anche per me che vengo da sei anni e mezzo di serie A non sarà una passeggiata”.

L’ex centrocampista del Catania parla anche del suo ruolo all’interno della Reggina: “Non mi sento un leader, ma sicuramente posso dare il mio contributo.  Adesso è necessario pensare a sabato, dobbiamo fare risultato per risalire la china e allontanarci dalle posizioni più calde della classifica.  Mi auguro che il pubblico torni a sostenerci  e ad essere il nostro uomo in più.  Ci serve il sostegno dei tifosi  perché la serie A è bella per tutti, e  se non sarà quest’anno,  spero si possano creare sin da ora le condizioni per riprovare l’assalto alla massima serie nella prossima stagione”.

E’ uno strano scherzo quello che il destino ha fatto a Vicenzo Fiorillo, ventenne portiere che ha esordito in serie A proprio in riva allo Stretto:  “Ho un bellissimo ricordo del Granillo, spesso mi capita di pensarci e ho sempre in testa che qui ho realizzato il mio sogno.  Non ho avuto nessuna perplessità nell’accettare il trasferimento, anche Castellazzi mi ha parlato bene dell’ambiente, dei tifosi e dell’accoglienza che ha avuto.  La città mi piace perché sono nato a Genova e sono cresciuto a Salerno,  zone di mare come Reggio. La prima impressione che ho avuto è ottima. E’ la prima volta che mi sposto lontano da  casa, quindi penso che gran parte del tempo lo trascorrerò all’interno del centro sportivo.  Conosco già alcuni compagni come ad esempio Nino Barillà con cui gioco in under 21, con i due Viola ho fatto quasi tutte le rappresentative nazionali giovanili, mentre Bonazzoli e Volpi erano alla Samp quando io ero in Primavera”.

Da anni si porta l’etichetta di essere il più grande talento tra i portieri italiani e Buffon lo ha già designato come suo erede: “Le parole se le porta via il vento. Sono felice che il mio idolo abbia detto certe cose perché l’ho incontrato ed è davvero un numero uno in tutti i sensi, anche se devo dire che avere tutti gli occhi puntati addosso spesso non mi ha aiutato. Quello che devo fare è lavorare con umiltà ed entrare in sintonia con i compagni, provando anche a rubare qualcosa agli altri due portieri della rosa in modo da poter migliorare.  Difendere la porta della Reggina a vent’anni è un privilegio, perché non dimentichiamo che questa società è una “grande” per il campionato di B”.

C’è spazio anche per provare a spiegare l’uscita un po’ avventata in occasione dell’ultimo Napoli-Sampdoria in cui è subentrato all’infortunato Castellazzi: “Purtroppo non giocavo con continuità dai mondiali under 20 e specialmente nel ruolo del portiere se non fai una partita da molto tempo perdi un po’ la bussola in fatto di distanze, di tempi e di altri aspetti.  Non voglio cercare giustificazioni, perché sono comunque un portiere che preferisce rischiare, non uno che sta in porta per non sbagliare.  Se avessi paura di sbagliare, avrei scelto un altro ruolo”.

A  margine della conferenza stampa di presentazione dei due giocatori il ds Rosati ha fatto un po’ il punto sul mercato amaranto: “Viviamo un mercato difficile, perché in questa fase si può operare solo attraverso scambi e perciò stiamo cercando di piazzare  gli elementi che abbiamo in uscita in affari che possano essere vantaggiosi e queste prime due operazioni sono l’esempio di come stiamo agendo.  Per cedere  chi non stiamo utilizzando è necessario che arrivino delle richieste, che non sempre ci sono.   In questi casi si possono solo proporre come contropartite, perchè nessuno spende soldi per un giocatore che gli è stato proposto. Abbiamo discorsi avviati con più squadre, ma per il momento i giocatori che ci danno in cambio o non sono pronti per la Reggina o pretendono un utilizzo che non possiamo garantirgli.   L’unico giocatore che ha avuto richieste vere e proprie è Pagano, che naturalmente non sarà ceduto.  Stiamo lavorando su una squadra che ha come modulo base il 3-4-3.  Vigiani e Caserta? Probabile che arrivino.  Brienza e Cacia? Franco è un valore aggiunto, va via solo se c’è un vantaggio per noi in qualche scambio, altrimenti resta con noi, mentre   Daniele può partire solo se arriva un sostituto all’altezza. Speriamo di completare il nostro lavoro di rafforzamento entro la fine di gennaio, senza trovarci in rosa elementi  che vogliamo cedere”.