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Reggina, difesa, fattore campo e bomber cercasi

di Pasquale De Marte – Fatica la Reggina nel campionato di serie B, se lo aspettavano in pochi.     Sei punti in cinque partite rappresentano una media imbarazzante per una candidata alla promozione. Sei punti dal Torino capolista, cinque dal secondo posto e  quattro dai playoff. Distacchi importanti, ma sicuramente recuperabili in un campionato lungo ed estenuante.

Parlare di gioco all’interno dell’ “argomento Reggina” sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, non ve ne è traccia. E questa è un’idea strettamente dipendente dal giocare contro formazioni “brutte,sporche e cattive”, che non tirano mai indietro la gamba, non hanno imbarazzo nel buttare la palla in tribuna quando serve, basando le loro fortune sulla forza e l’agonismo.

Lo stesso Torino, seppur in testa alla classifica, non sta certo esprimendo un gioco spumeggiante, ma per il momento  a fare la differenza sono la solidità difensiva e gli uomini di maggiore qualità della formazione di Colantuono.

Alla Reggina, per ora, mancano entrambe le cose.  La sorte ha messo fuori l’elemento più decisivo dell’intera rosa (Brienza), mentre Volpi fatica a ritrovarsi in una categoria che forse va più veloce di quanto il centrocampista si ricordasse.  Nel grigiore generale, non c’è stata certo fortuna per gli amaranto, dato che gli infortuni che spesso e volentieri hanno condizionato le scelte dei cambi a gara in corso.    

La retroguardia è da registrare, magari con gli innesti di Costa e Santos, elementi di spessore che aiuteranno molto Novellino.   

Con un po’ più di accortezza in più i punti in classifica sarebbero potuti essere dieci e non sei, se si considera  che due vittorie (Mantova e Cittadella) sono state negate  a Volpi e compagni da evitabili errori di marcatura in occasioni di calci piazzati provenienti dalla trequarti( A proposito, è un caso che i due gol siano arrivati sempre senza Bonazzoli in campo che spesso e volentieri giganteggia sulle palle alte anche in fase difensiva in occasione di calci piazzati e corner?).

Il tecnico fatica a riconoscere il suo credo calcistico nella squadra, perché  -parole sue- una formazione di Novellino non può prendere certe reti  Ed ha probabilmente ragione visto che in cadetteria le sue quattro promozioni non sono certo frutto del bel gioco, ma dell’impermeabilità della difesa, di squadre sempre corte ed attente.

A preoccupare sono i dati, però, visto che la voce secondo cui le squadre di Novellino faticano sempre all’inizio sembra essere una bugia di circostanza, o quantomeno una mezza verità.   Già perché dopo cinque giornate, nei precedenti campionati vincenti del tecnico, il suo  Venezia aveva  dodici punti, il Napoli otto, il Piacenza nove e la Sampdoria undici.

I sei punti attuali,  se si va a considerare che ben tre partite sono state in casa, sono davvero poca roba.

Perdere a Frosinone potrebbe essere un’ulteriore brutta botta, che nessuno si augura di prendere, anche perché potrebbe costare l’esonero all’allenatore che questa mattina ha avuto un confronto con la tifoseria, assieme al capitano Volpi, nel quale ha garantito che presto le cose cambieranno in meglio.

Di certo, tutti i trionfi di Novellino , sono stati spesso determinati anche da grandi numeri degli attaccanti.  Il riferimento è a Schwoch a Venezia prima e Napoli poi, Caccia a Piacenza , Flachi e Bazzani  nella Samp.

In relazione a questo, l’allenatore di Montemarano è fiducioso, soprattutto in vista del rientro in condizione dei suoi bomber, ma per il momento si confronta con una situazione che vede Brienza infortunato, Bonazzoli in ripresa ma che continua a non segnare e un Cacia che, dopo il gran gol di Mantova, sotto porta fa errori non consoni ad un attaccante della sua fama.