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Messina: nota Fit Cisl su trasporto ferroviario

Riceviamo e pubblichiamo nota Fit – Cisl: “Non è accettabile che i tagli attuati negli ultimi anni dalla Finanziaria sul trasporto ferroviario siano ricaduti quasi per intero nel meridione e in Sicilia in particolare, determinando la perdita di circa il 40% in soli 5 anni del traffico merci e passeggeri nell’isola, nonché una riduzione di addetti quantificabile nell’ordine del 30% su base regionale e fino al 50% della forza lavoro nel solo territorio di Messina”. Cisl e la Fit Cisl siciliane, in concomitanza con l’incontro nazionale previsto tra le Istituzioni delle regioni Sicilia e Calabria , il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli con i vertici del gruppo FS e all’indomani del settimo anniversario del tragico incidente ferroviario di Rometta in cui persero la vita otto persone, hanno voluto accendere nuovamente i riflettori sull’attuale  condizione del trasporto ferroviario nell’isola e sul sistema di attraversamento nello stretto di Messina, negli ultimi mesi al centro di polemiche e proteste a causa di innumerevoli disfunzioni e disservizi.

L’occasione è stato il Direttivo regionale della Federazione Trasporti della Cisl al quale hanno partecipato il segretario aggiunto della Fit Cisl nazionale Giovanni Luciano, il segretario generale della Cisl Sicilia Maurizio Bernava, il segretario generale Fit Cisl Sicilia Amedeo Benigno, il segretario generale della Cisl Messina Tonino Genovese e il responsabile del settore Ferrovie e Servizi della Fit Cisl Sicilia Domenico Perrone.

Un dibattito dal quale è emerso l’ormai inderogabile esigenza di porre fine all’attuale devastante opera di ridimensionamento del trasporto merci e viaggiatori intrapreso negli ultimi anni dal gruppo FS in Sicilia.

“Si tratta di una tipologia di trasporto denominato ‘servizio universale’ e quindi istituzionalmente dovuto per direttive europee – hanno affermato i responsabili sindacali – è quindi impensabile che questo possa essere sottoposto alle sole regole di mercato, sicuramente non commercialmente realizzabili, ma al contrario, come previsto per legge, debba essere sottoposto e garantito da finanziamenti statali. Lo Svimez, nel proprio rapporto annuale diffuso nei giorni scorsi, ha certificato, come il meridione di Italia sia la regione più povera di Europa, in Sicilia negli ultimi 3 anni è stato investito solo l’1,2% delle risorse finanziarie destinate al settore ferroviario: è evidente come sia necessario mettere fine a si fatto stato di cose”.

La Cisl e la Fit Cisl in questo contesto ritengono che tutta la problematica relativa ai collegamenti Nord-Sud e dell’attraversamento sullo stretto di Messina debba essere affrontato fuori dal ristretto contesto Azienda-Sindacato ma richieda un intervento politico del Governo Nazionale e Regionale, ciascuno per la propria parte di competenza, finalizzato a una necessaria serie di interventi mirati alle infrastrutture ferroviarie, alla qualità e quantità del servizio offerto, passando inevitabilmente attraverso un  potenziamento della flotta navale RFI e delle attività di traghettamento sullo stretto di Messina.

“Ci aspettiamo – chiedon Cisl e la Fit Cisl – che dall’incontro tra Governo, Istituzioni locali e regionali possa giungere chiaro quel segnale di cambiamento ormai da troppo tempo auspicato, considerato che l’attuale stato di degrado del servizio ferroviario che nell’isola ha raggiunto livelli inaccettabili per una società civile e per una regione come la Sicilia che, attraverso il ‘corridoio uno’ Berlino – Palermo, doveva diventare la piattaforma logistica avanzata dell’Europa verso il bacino del Mediterraneo”.

Su queste problematiche la Cisl e la Fit Cisl hanno annunciato l’intenzione di incalzare il Governo Nazionale e regionale annunciando che, qualora dagli incontri romani non arrivasse una inversione di tendenza nell’approccio alla vertenza, si mobiliteranno in tutte le componenti per garantire una positiva soluzione al problema della mobilità dei siciliani.