Home / sport strill it archivio / Calciomercato / Salvezza: le avversarie della Reggina ai raggi X

Salvezza: le avversarie della Reggina ai raggi X

di Pasquale De Marte – Diventano sempre meno i giorni che separano le squadre di serie A dall’inizio del campionato, e anche la Reggina si appresta per l’ennesima volta a difendere con le unghie e con i denti il proprio posto in massima serie.
Non è difficile prevedere un torneo diviso in tre tronconi in cui le “grandissime” si contenderanno il titolo, le squadre di medio rango la partecipazione ad un torneo europeo e le piccole sputeranno sangue fino all’ultima giornata per non sprofondare nel baratro.
E’ il gruppo di quest’ultime a comporre il novero delle dirette concorrenti della formazione amaranto.  Ognuna si è mossa in modo diverso sul mercato con risultati più o meno buoni, in attesa che il calcio giocato smentisca o confermi i pronostici.

ATALANTA:  Gli orobici hanno confermato in blocco  gran parte dell’assetto della scorsa stagione in cui hanno conquistato una facile salvezza e pur perdendo Tissone in mezzo al campo, hanno rimpiazzato l’argentino con Cigarini, uno dei prospetti più interessanti dell’intero panorama italiano.  Padoin è destinato ad essere l’erede di Langella, finito all’Udinese,  mentre Vieri potrebbe essere un valore aggiunto per un attacco che conta sul temibile tandem Floccari-Doni. Attenzione ad un certo Alessio Cerci.  Voto 7

BOLOGNA:  I felsinei tornano ad affacciarsi in massima serie e hanno aggiunto nel 4-4-2 di Arrigoni pedine importanti creando un mix tra giocatori esperti (C.Zenoni, Lanna, Volpi) e scommesse da vincere (Britos Coelho, Bernacci), senza rinunciare ad investimenti onerosi per giocatori di spessore (Mudingayi). Manca qualcosa davanti, Brienza era un’idea che Foti pare aver fatto rimanere solo tale. Voto 6,5

CAGLIARI: Cellino dopo aver inspiegabilmente silurato Ballardini, trainer del miracolo nel corso del girone di ritorno, ha avuto il merito di mantenere intatta l’ossatura della squadra delle meraviglie della stagione precedente , facendosi concedere Acquafresca in prestito per un’ulteriore annata, , ma perdendo Storari per fine prestito e puntando su Marchetti. Una sicurezza, rappresentata dall’ex numero uno del Messina, è stata rimpiazzata da una scommessa da vincere assieme a quella dell’esordiente allenatore Allegri.  Fare bingo con entrambe non è poi così agevole. VOTO 5,5

CATANIA: L’incognita numero uno si chiama Zenga. L’ex “Uomo Ragno”, subentrato nelle ultime gare a Baldini,  ha si conquistato la salvezza nella scorsa stagione, ma c’è da dire che nell’unica gara “vera” contro la Reggina i suoi rossazzurri hanno bucato l’appuntamento, conquistando due vittorie contro le “poco motivate” Napoli e Lazio, e un punto a pochi istanti dal termine contro una Roma già sicura di aver perso lo scudetto seppur dopo una prova di carattere. Ledesma, Carboni e Dica sono stranieri giunti alle  falde dell’Etna, ma nonostante le ottime referenze il loro adattamento alla serie A è tutto da verificare. Intanto c’è un Vargas in meno e una rosa troppo numerosa. Si può o, forse si poteva, fare di meglio.  VOTO 5,5

CHIEVO: La squadra fatta eccezione per il nuovo portiere Sorrentino, uno che in Italia non ha mai fatto la differenza, è la stessa che ha conquistato la promozione con giovani importanti e qualche veterano interessante. Basterà ?  I gialloblu ci hanno abituato ai miracoli, ma non sempre alla società di Campedelli è andata bene. Probabilmente manca più di ogni altra cosa una punta, visto che Pellissier potrebbe non essere sufficiente.  VOTO 5

 LECCE – Beretta ha dimostrato negli ultimi anni di saper lavorare bene con le squadre che lottano per non retrocedere, la società gli ha dato una squadra che ai protagonisti dei play-off di B vinti la scorsa stagione ha visto sommarsi gente come Caserta, Cacia, Antunes e Castillo. L’impressione è che i pugliesi fino ad ora abbiano lavorato molto bene. VOTO 6,5

SIENA – I dirigenti toscani si augurano che il contratto pluriennale firmato da Gianpaolo sia il primo tassello di un progetto a lunga scadenza. Le ultime operazioni hanno suggellato una grande collaborazione con la Roma con Curci, Barusso giunti in Toscana e il riscatto di Galloppa. Davanti al collaudato Maccarrone è stato affiancato l’ex napoletano Calaiò, uno che in A non ha mai avuto occasione dimostrare la sua eventuale idoneità alla categoria.  Nella città del Palio è arrivato anche Zuniga, un nazionale colombiano che gioca sulla destra in difesa, uno che  potrebbe far parlare di se, anche alla luce delle ottime prestazioni offerte  con la sua selezione contro quotati avversari come Argentina e Brasile.  Bisognerà valutare come verrà ammortizzata la partenza di Loria  dietro. Voto 6

TORINO – Cairo da anni sogna quel salto di qualità che grandi città come quelle rappresentate da Napoli e Genoa sono riuscite a trovare in una sola stagione, senza mai avere successo nel proprio intento. Inizialmente gli interventi operati fino ad ora non sembrano poter spostare il livello di una squadra che nella scorsa stagione si è trovata impelagata nella lotta per non retrocedere nonostante i cospicui investimenti economici.  Una società che vuole crescere nel tempo non può puntare sul trentaquattrenne Amoruso, ottimo giocatore per il presente ma decisamente poco futuribile, nonché pagato anche a peso d’oro.  La squadra non è così vicina dall’essere idonea al blasone del Toro, nonostante sia arrivato un grande talento come Abate, il semisconosciuto nazionale austriaco Saumel e l’affidabile Pratali.  Merita di trovare  una spiegazione sul campo il riscatto di Abbruscato dal Lecce,  giocatore che i granata considerano in esubero dopo aver speso ben due milioni di euro per assicurarsene le prestazioni e che da tempo viene proposto a squadre di A e B.  L’attacco titolare pare  essere composto da Di Michele, Rosina e Amoruso, peccato che la punta pugliese non ami tanto fare il centravanti.  C’è tempo, ma forse non modo, per rimediare. Intanto De Biasi spera di non essere nuovamente esonerato e poi richiamato per l’ennesima volta, anche lui potrebbe spazientirsi.  VOTO 5