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Reggina: le pagelle di Ferragosto

Superato il week-end di Ferragosto, entreremo nella fase di calciomercato in cui potrà succedere di tutto e di più. Molte trattative potranno essere create ex novo negli alberghi milanesi in cui si ritroveranno tutti i dirigenti. In attesa delle ultime frenetiche settimane, cogliamo l’occasione per esprimere un giudizio sulle singole operazioni di mercato, fin qui realizzate dalla Reggina. Ci sarà tempo e modo per effettuare le valutazioni globali, quando la saracinesca della Lega Calcio sarà abbassata.

Voto 6,5 ai riscatti di Brienza e Costa. Entrambi arrivati a gennaio 2008, si sono dimostrati preziosissimi. Saranno due perni della prossima stagione, il difensore sembra avere ottime prospettive davanti a sè. Come mai un voto non molto alto? Perchè perderli sarebbe stato un delitto. Il riscatto di Cirillo invece dipendeva soprattutto dalla sua diatriba col Levante.

Voto 7,5 alle cessioni di Modesto e Amoruso. Il presidente Foti ha ottenuto ben 7,5 mln, piazzando due scontenti, seppur molto forti. Fastidioso però il continuo siparietto con la Lazio per Amoruso, si era capito che la Reggina aveva fretta di vendere.

Voto 5,5 alla risoluzione delle comproprietà, con particolare riferimento a Cherubin che è tornato al Cittadella. Si prende un giovane di 20 anni, lo si fa esordire in A, non sfigura affatto, e a distanza di pochi mesi lo si rispedisce al mittente. Bah. Può darsi che abbia inciso negativamente la vicneda dell’esame antidoping contestato. Invece Mesto è rimasto troppo poco in organico per essere giudicato….in questo caso l’operazione ha avuto solo un valore aziendale.

Voto 5 agli arrivi di Santos e Fabiano. Il primo, forse nelle intenzioni, avrebbe dovuto sostituire Aronica che però non è partito. Lavora molto, forse troppo, di fisico. Se Giosa fosse integro…Concettualemnte, sostituire Modesto con Fabiano, proprio il calciatore che gli ha ceduto il posto al Genoa, non è il massimo della vita. Il prestito di questo esterno sinistro è stato imposto da Preziosi nella trattativa per Mesto, col passare delle settimane si è capito che lui e Barillà sono due doppioni.

Voto 8 al gran colpo Carlos Carmona. La Reggina ha trattato negli ultimi anni dei giovani centrocampisti, che poi hanno ocminciato ad imporsi a livello internazionale. Chi si ricorda di Somoza o Fellaini? Stavolta l’affare è andato in porto. Il duttile cileno, una volta imparata la lingua, ha tutte le carte in regola per sfondare nel nostro campionato.

Voto 6 all’acquisto a parametro zero di Bernardo Corradi. L’ex parmense porta un bagaglio d’esperienza veramente notevole. L’anagrafe però è una medaglia a due facce. Corradi ha basato i propri successi sulla prestanza fisica, da un po’ di tempo non è più ai livelli toccati con le maglie di Chievo e Lazio. Le 32 primavere sulle spalle potrebbero pesare, specie ad inizio stagione.

Voto 4 al resto del mercato in uscita, dedicato agli oggetti (poco) volanti non identificati. Il calciomercato ha presentato alla Reggina il conto di una parte degli errori commessi di recente. Il voto è riferito non solo alle operazioni in sè, ma allo smacco che rappresentano, rispetto alle valutazioni iniziali. Pettinari, arrivato in comproprietà dopo un litigio con la Fiorentina, 2 presenze e un gol in Coppa Italia prima di essere mandato ad allenarsi con gli Allievi e poi con la Primavera: spedito in prestito al Ravenna in C1, una categoria che conosce già. Nielsen, preso a buon mercato, era descritto come un ragazzo dal sicuro avvenire: svincolato a distanza di due anni. Novakovic, costato 800.000 euro, doveva essere il nuovo Pelizzoli: regalato alla prima squadra straniera che passava, bisognava liberare il posto da extracomunitario. Tullberg, presentato come centravanti titolare in attesa di Stuani, sarebbe stato pagato circa 1 milione: dopo i tentativi per cederlo a marzo assieme a Stadsgaard, è stato mandato in prova prima all’Hansa Rostock, poi agli Hearts of Midlothian che lo hanno rilevato in prestito.

N. g. l’arrivo di Rizzo. Quantomeno ha caratteristiche diverse rispetto a Lanzaro, ma arriva in A a 27 anni senza un grosso bagaglio d’esperienza alle spalle.

Paolo Ficara