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Basket, intervista al play dell’Audax Costantino

Strill ha da sempre ha avuto un particolare occhio di riguardo per il basket reggino, in particolare per la Viola che è stata, da sempre, il vettore trainante dell'intero movimento.  Sappiamo tutti come è andata a finire, ma continuare a piangere ciò che è accaduto sarebbe ulteriormente doloroso ed ecco che nel corso della prossima stagione proveremo a seguire le sorti di quella che è ormai la massima espressione di Reggio Calabria, ovvero l'Audax, militante nel campionato di C1,  tenendo però conto di quanto sia difficoltoso seguire le vicende di un campionato che non ha certo la visibilità dell'A1 o della Legadue.  Per provare a tastare il polso della formazione di coach Bolignano,  abbiamo sentito Marco Costantino, playmaker classe 88 e scuola Viola, che dopo avere esordito addirittura nel massimo campionato e giocato su buoni livelli una stagione di C2 col Botteghelle, si accinge a disputare il suo primo campionato con i bianco blu, godendo del doppio tesseramento, attraverso il quale potrà giocare anche tra le fila della formazione in cui ha militato nella scorsa stagione. Si tratta di un regista non ancora diciannovenne che alla penetrazione preferisce l'arresto e tiro e con ampi margini di miglioramento soprattutto nella visione di gioco.

Per te che hai vissuto la Viola dalle giovanili fino alla serie A1,  segnando sei punti, di cui uno contro l'Armani Jeans a neanche diciott'anni, come sarà provare a raccogliere l'eredità di una società che ha segnato un'epoca?

"Il fallimento mi ha toccato profondamente, perché l'essere cresciuto cestisticamente e umanamente al Pianeta Viola, vivendo la squadra a tutti i livelli,non può che legarmi a quello che la Viola è stata per la città. Credo si sia fatto tutto il possibile, ma ora io penso che sia importante provare a ricostruire una squadra che possa prenderne il posto magari con lo stesso nome. Di certo non sarà l'Audax, visto che noi non miriamo a questo, ma a dimostrare tutto il nostro valore e a portare avanti il nostro progetto sportivo. "

Quali sono i tuoi e gli obiettivi dell'Audax per la prossima stagione ? Quali sono le formazioni più temibili?

"Io spero più che altro di poter fare esperienza convincendo il coach a darmi la possibilità di giocare, mentre noi non ci poniamo obiettivi se non quello di vivere il campionato partita dopo partita, consci però del fatto di essere una buona squadra. C'è da dire che il nostro  è un team composto esclusivamente  da ragazzi reggini e questo può essere un vanto per la società e forse, un vantaggio per noi.  Agrigento , Barcellona e Sarno sono, a mio avviso, le formazioni meglio attrezzate per puntare alla promozione in B2. "

E in chiave C2 ? Chi sarà  a prendere il posto del Crotone schiacciasassi della scorsa stagione ?

"L'anno scorso ho già fatto bene segnando 462 punti e vorrei che questo diventasse l'anno della mia consacrazione.  Con il Botteghelle, dopo la retrocessione dello scorso anno e il ripescaggio, speriamo di fare bene e di poterci magare inserire nella lotta playoff, grazie al contributo degli importanti nuovi acquisti.  Credo che Pianopoli, Aba e  Gioia Tauro possano emulare le gesta della  squadra che fu dei due Fall. "

Infine, se dovessi puntare su un giovane del panorama reggino chi sceglieresti ?

"Ce ne sono diversi, ad esempio punterei su Costantino, ma mi sembra una cosa poco obiettiva, se a dirlo sono io. Per il resto credo che Daniele Cerami sia uno dei migliori perché riesce a  coniugare importanti qualità fisiche ad una notevole tecnica, ricordando che ha rifiutato la B2 per restare a Reggio, senza dimenticare Seby Canale , uno che farà strada anche per il suo carattere, e Pietro Vazzana, che ha mezzi fisici importanti. Senza dimenticarsi di Domenico De Marco, indubbiamente il talento più futuribile che può migliorare ancor di più, nonostante sia già un giocatore validissimo.  Tra i più piccoli ritengo che Marco Laganà e il mio pupillo Riccardo Costa siano destinati a fare strada. "

Pasquale De Marte