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Viola,l’entusiasmo di Moretti

Coach Moretti,alla guida della Viola da quest'estate,ha parlato ai microfoni di Telereggio della sua esperienza reggina e delle proprie sensazioni da coach. "La mia voglia di allenare nasce dalla necessità di continuare a respirare l'atmosfera dello spogliatoio e dalla volontà di allungare la permanenza nel mondo della pallacanestro,visto che ho smesso a trent'anni. Operare a Reggio,in una società storica come la Viola è per me un grande onore." Qualche capello in meno rispetto a quando sul parquet del Pentimele si riveleva spesso decisivo a favore della sua Virtus,ma l'amore per il basket è sempre lo stesso e il buon lavoro fatto in questo inizio di stagione ne è una prova significativa,nonostante l'handicap di guidare una squadra priva di lunghi di spessore:"In Legadue avere un pivot che faccia la differenza è un privilegio che si possono permettere in pochi e gli unici centri di ruolo possono essere considerati Heliwell,a Rieti, e Podestà,a Pesaro,che risultano probabilmente molto lontani dalle nostre possibilità economiche". Il coach neroarancio focalizza in un altro ambito le reali difficoltà di allenare la formazione del presidente Rappoccio:"Il problema è far coaugulare un gruppo che si compone di molte nazionalità e diverse estrazioni cestistiche. E' uno dei grandi problemi della pallacanestro moderna,dove il mercato è sempre aperto e l'identità di squadra è un traguardo arduo da raggiungere. Gli italiani sono sempre di meno e giocatori come Santoro,anima e cuore di una squadra per molte stagioni,è difficile che vengano fuori." Infine Paolo Moretti scagiona il freddo trattamento che la città sta riservando alla sua squadra:"E' chiaro che per noi sarebbe bello vedere 8.000 persone al Pentimele,ma sappiamo a quali grandi palcoscenici il pubblico reggino è avvezzo. La legadue non ha un grande appeal e il fatto che non lottiamo certo per la promozione non facilita una grande affluenza di pubblico in una grande piazza come questa. Sono sicuro però che ci vede una volta è destinato a tornare a sostenerci perchè l'ardore agonistico che ci caratterizza e la qualità del nostro gioco sono davvero apprezzabili". La Pfizer di  Ken Barlow e Kevin Pritchard che espugna il campo della Virtus è uno spiacevole ricordo del Moretti giocatore,un obiettivo da perseguire nel tempo per il Moretti coach che si ispira a Lino Lardo,anche se la prima tappa si chiama Casale Monferrato