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Calcio, l’AIA di Locri impegnata anche nel sociale con un progetto unico in Italia

Ancora una volta la sezione AIA di Locri si fa promotrice di un progetto innovativo che va oltre il singolo aspetto sportivo, dimostrandosi attenta anche alle tematiche educative e sociali del territorio. Infatti, qualche giorno fa, è stato stretto un accordo con il Ministero della Giustizia di Reggio Calabria – Sezione Minorile, che prevede la partecipazione al corso arbitri presso la Sezione di Locri di sei ragazzi che sono stati messi alla prova dal Ministero stesso per estinguere i piccoli reati commessi. Ovviamente altissimo è il profilo sociale di questa iniziativa, alla quale tutta la sezione di Locri, con in primis il Presidente Roberto Rispoli, crede moltissimo. Ancora maggiore è la rilevanza se si considera che questo progetto viene messo in atto nella Locride, terra difficile e con difficoltà sia sociali che di legalità. Quindi un segnale positivo, importante e di forte impatto, quello attuato quest’oggi dal Presidente Rispoli, pronto ad accettare senza esitazione l’invito arrivato dal Ministero, e che ha trovato il bene placido del Presidente Nazionale, Marcello Nicchi, da sempre promotore di iniziative verso la società.

Bisogna comunque sottolineare che questi sei minori, dopo aver frequentato e superato il corso, avranno l’attestato di partecipazione al corso, ma potranno iniziare la loro attività da arbitro solamente nel momento in cui avranno terminato l’iter processuale che li riguarda con la messa in prova definitiva, ossia decadendo ogni pendenza a loro carico.

Così il Presidente AIA di Locri, Roberto Rispoli, riguardo questo importante progetto: «Penso sia superfluo spiegare l’importanza sociale che questo progetto ha, soprattutto in un territorio particolarmente difficile sotto l’aspetto della micro e grande criminalità. Io credo che, pur nell’assoluto rispetto di quelli che sono i regolamenti dell’Associazione Italiana Arbitri, la nostra famiglia Arbitrale debba, proprio per la finalità di insegnare il rispetto delle regole e di far crescere i giovani nella legalità, aprirsi verso l’opportunità di aiutare alcuni giovani che, spesso nemmeno per colpa loro, hanno vissuto fino ad ora in ambienti fuorvianti e che li indirizzavano verso strade non consone alla vita civile. Dar loro un’opportunità, quella di vivere a contatto con un ambiente sano e di valori morali forti, farà sì che, anche se solo uno di questi ragazzi ce la farà, noi avremo vinto una grande battaglia di civiltà. Sono ragazzi che hanno una giovane età e che ancora sono in tempo per trovare la via giusta. Hanno solo bisogno di guide ferme e sicure. Quelle guide che hanno aiutato me e tanti altri come me, che ragazzini si sono avvicinati all’Associazione. Farci promotori di queste iniziative e soprattutto aiutare dei ragazzi che al momento possono essere in difficoltà, ci sembra un modo fantastico per ribadire la nostra posizione di assoluta correttezza e legalità, in generale, ma ancor di più nella nostra amata Locride.»