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Lega Pro/2, Cosenza: inizia la missione Teramo. Quanti ricordi per Cappellacci…

La matematica non è questione di opinione, e a ‘sto giro il calcolo è anche facile: 32 punti in 16 partite fanno due punti a partita. L’ottima media è quella del Cosenza di Cappellacci, che ieri,

sconfiggendo il Martina Franca, si è ripreso il primo posto solitario, complice il pari che il Messina ha imposto allo scomodo Teramo.
Il massimo, proprio nella settimana che porta alla sfida contro gli abruzzesi, secondi e staccati di sole due lunghezze. Sarà la partita più importante fin qui.
I biancorossi, in flessione di risultati, nelle ultime quattro partite giocate hanno conquistato quattro punti, evidenziando uno stress da rincorsa che si è, necessariamente e fisiologicamente, riflesso su alcune prestazioni in chiaroscuro e, di logica conseguenza, sui risultati.
Ciò non toglie che la formazione allenata da Vivarini risulti una delle più difficile da battere (due sole sconfitte, proprio come i Lupi), e che in fase di realizzazione  vi è un potenziale davvero niente male.
E in più, a caricare (almeno emotivamente) la sfida, ci penserà un gradito amarcord.
Roberto Cappellacci, infatti, prima di firmare per il Cosenza lo scorso 27 giugno, ha allenato il Teramo, contribuendo, in due anni, alla risalita nel calcio professionistico dei colori biancorossi.
Il 6 giugno 2011 il tecnico ereditò la panchina abruzzese, l’anno prima tribolata dal triplice cambio che vide protagonisti Cifaldi e Ammazzalorso.
La squadra subì una rivoluzione, e degli effettivi dell’anno prima restarono solo Borrelli e Arcamone, con la società biancorossa che andò a pescare gente come Sarraiocco, De Fabritiis, Chovet, Calabuig e Speranza (l’anno prima questi ultimi erano titolari fissi a Gaeta), Valentini, Pretella, Bucci e Masini. Il chiaro intento era quello di completare un campionato di vertice, coronandolo possibilmente con la vittoria.
Un campionato mai in discussione, quello degli aprutini, che si trovarono in un frangente della stagione con addirittura dodici punti sulla seconda.
L’anno scorso i biancorossi, con Cappellacci sempre in panchina, conquistarono i play-off all’ultima giornata, ai danni del Poggibonsi. Il sesto posto arrivò a margine della partita vinta (4-1) contro la Salernitana, in un surreale pomeriggio caratterizzato da una forte grandinata e dall’infortunio al portiere granata, che costrinse la Salernitana a mandare a difendere i pali addirittura un attaccante. Dopo aver battuto l’Aprilia, poi, Cappellacci e i suoi si arresero in finale a L’Aquila.
Poi per Cappellacci arrivò la rescissione e la successiva firma col Cosenza. E domenica la sfida più importante, una contro l’altra, per il primato, il suo presente e il recente passato. Occhiata veloce alle istantanee del successo, tanti sorrisi, abbracci con i più, ma poi in campo sarà tutta un’altra storia.