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Foto IPP/Matteo Rossetti Milano 23/11/2017 Elezione del Nuovo presidente Lega Calcio Serie B nella foto l' avvocato Mauro Balata eletto nuovo presidente italy photo press world copyright

La Serie B italiana in sofferenza, come si esce dalla crisi dopo la pandemia?

Il calcio italiano non è stato esente dalla crisi Covid-19, pagando conseguenze inimmaginabili alla vigilia della pandemia nello scorso mese di febbraio. Eppure, con la ripresa estiva dei principali campionati, la terza industria del Paese si è rimessa in moto ritornando a racimolare soldi e incassi. Certo, resta qualche handicap, soprattutto legato all’assenza del pubblico negli stadi e il conseguente blocco, in alcune regioni italiane, del settore legato al marketing. Tempi migliori arriveranno ed il calcio italiano non deve far altro che attenderli.

In tutto ciò, come stanno andando le cose? La Serie A, massimo campionato italiano, ha pagato uno scotto altissimo. Ed ai livelli più bassi non ce la si passa di certo meglio. In totale, dal 2014, si è capito che tre campionati, Serie A, Serie B e Lega Pro, producono un gettito di denaro enorme. 2,6 miliardi di euro, per essere precisi, il 74% dei ricavi totali.

Ma col Covid-19, si diceva, la situazione è stata ribaltata. Ad oggi la Serie B soffre più di tanti la crisi del settore calcistico, al punto che dai vertici della Lega di B sono arrivate più denunce in questo senso. Se le cose continuano così, insomma, si rischia di chiudere baracche e burattini. Il tutto per mancanza di un netto sostegno economico da parte delle istituzioni.

Stando alle dichiarazioni di Mauro Balata, numero uno della Lega di B, non è tollerabile che società virtuose che, stando agli ultimi dati contribuiscono con la contribuzione fiscale e previdenziale per ben 130 milioni di euro l’anno, siano lasciate al proprio destino.

Il Decreto Rilancio, attesissimo in questo senso, non ha dato i riscontri sperati. Rischiano tutti ma in particolare quei club che, complici bilanci mai del tutto vertiginosi, sono ormai sull’orlo del baratro. Si rischiano dei boomerang clamorosi e francamente mortificanti: esclusione dai campionati, blocco di autentiche medio-imprese che danno lavoro a oltre 130.000 operai tra addetti ai lavori e non. Fino a situazioni limite rappresentate dai fallimenti, mai manchevoli nella cadetteria italiana, e dalle mancate iscrizioni al campionato. Fenomeno, questo, che accomuna la Lega di B con la Lega Pro, non di certo nuova a colpi di scena nemmeno più fragorosi come un tempo. Occorre trovare fondi, e farlo alla svelta.

In tutto ciò le società pagano anche l’assenza di aiuti esterni in termini di sponsorizzazioni: in questo senso sarebbe stato utile, senza il Decreto Dignità, la collaborazione delle società di gaming o di betting. Le partnership, in questo senso, sarebbero fondamentali: “Ossigeno puro, in questo senso – sostiene Donnarumma di gamingreport.itin un momento di incertezza destinato a perdurare chissà fino a quando”. Ecco, urgono qui delle risposte vere e concrete.