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Reggina: la prima un girone dopo, analogie e differenze

Quella contro la Cavese era, per la Reggina, la ventesima giornata di campionato.  Il posticipo della sfida contro la Virtus Francavilla, ha reso il match di Castellammare la prima di ritorno.

La caduta rovinosa degli amaranto ha fatto rumore, perché si tratta della sconfitta dell’ultima squadra rimasta imbattuta in Italia.

A Reggio Calabria inizia ad esserci consapevolezza che, quasi per fatalismo, prima o poi tutto ciò sarebbe dovuto avvenire.

Facendo un paragone tra ciò che è stato l’esordio in casa della Virtus Francavilla e la sconfitta rimediata contro la Cavese si notano molti punti di contatto.

In entrambi i casi si è giocato in un campo sintetico, aspetto da non mettere in secondo piano.

Il campo erano meno piccolo di quello di Francavilla e, se non altro, ha condizionato meno le giocate.

Certo è che si tratta di una superficie che, spesso e volentieri, avvantaggia chi ci è abituato a giocare. L’eccezionale prova di Teramo aveva fatto credere che la Reggina potesse essere più forte di queste sfumature sempre e comunque.

Evidentemente così non è.

Tuttavia, ad un girone di distanza si può tranquillamente dire che la Reggina a Francavilla giocò peggio che a Castellammare.

Paradossalmente in quella circostanza, pur arrivando al pareggio grazie ad un fortunoso gol di De Francesco, gli amaranto fecero peggio.

Vera discriminate tra le due sfide è che se a Francavilla Guarna fu decisivo, contro la Cavese ha avuto qualche passaggio a vuoto.

In tutti e tre i gol si è avuta la sensazione potesse fare meglio. Mettere in discussione per una prova così così il portiere meno battuto del campionato potrebbe essere comunque blasfemo.

Rispetto alla prima di campionato, però, si è avuta la sensazione di una squadra che, pur in giornata non birllantissima, è in grado di trovare la porta con discreta continuità.

La giornata non brillante sotto porta di Corazza e Bellomo ha giocato un ruolo determinate nello ‘zero’ presente alla voce: “gol segnati”.