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Reggina, l’altra faccia della penalizzazione: quella nascosta

I sei punti di penalizzazione, per la Reggina, non sono una sorpresa. Il totale fa 8. Una vera e propria mannaia che trasforma la quinta forza del campionato nella tredicesima.

Lo si sapeva da tempo. Le scadenze mancate del 15 ottobre (contributi) e del 17 dicembre (stipendi, contributi, recidiva) erano state mancate. Inutile piangere sul latte versato.

E’ la faccia oggettivamente negativa di subire una decurtazione così importante dei punti ottenuti in classifica. Ne esiste un’altra, però, forse più metafisica che fisica che va assolutamente letta. Ed è la chiave di lettura che può schiudere i sogni in vista del futuro.

Si, perché gli otto punti di penalizzazione ricordano che, il 20 dicembre, la Reggina era morta. Morta e sepolta.

Sarebbe scesa in campo con la Berretti con la Vibonese prima di Natale, prima di fare la fine del Matera. Un orizzonte che è stato dimenticato, ma che a lungo è stato concreto.

Oggi, invece, si può raccontare che la scadenza del 15 febbraio, invece, è giù stata ampiamente coperta. E non è che la punta dell’iceberg di un nuovo corso targato Luca Gallo che pare dare ampie garanzie per il futuro.

Quel -8 (con la speranza, anche concreta, che possa diventare -6) è una sorta di promemoria che serve a ricordarsi da dove si è partiti prima di farsi travolgere dal pensiero di farsi impaurire dalle difficoltà e da qualche punto da recuperare.

Oggi si parla di tabelloni, pullman, store, sede in centro, concessione dello stadio e progetti a lungo termine solo perché si è abbondantemente vinta la battaglia tra la vita e la morte grazie al tempestivo intervento di Gallo.

Oggi, mal che vada, si rischia di mancare i play off, con all’orizzonte un’estate in cui la squadra si presenterà alla prossima stagione con uno zoccolo duro da primissima fascia e la prospettiva di rafforzarsi ulteriormente.

Oggi, però, l’obiettivo è ancora raggiungibile. Ricordandosi da dove si era partiti e con la spinta della piazza nessun traguardo è precluso.

Ciò che accadrà da ora a maggio è una sorta di “gratta e vinci” che va sfruttato al meglio.

Non ditelo, però, alla proprietà che giustamente i play off vuole andarseli a prendere.