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Reggina: le penalizzazioni potrebbero non fare male, gli scenari

La Reggina con la vittoria di Matera ha raggiunto quota 26 punti in classifica.  La sfida vinta in Basilicata ha rappresentato l’ultima uscita del girone di andata.

Il 30 dicembre contro il Trapani inizierà quello di ritorno e, di fatto, sarà l’anticipo di un altro campionato che partirà dopo la pausa invernale e il calciomercato che potrebbe ridisegnare la squadra di diverse squadre.

Compresa la Reggina che, complice l’eventuale cambio di proprietà, potrebbe addirittura rafforzarsi.

Potrebbe, tuttavia, non essere necessario.   Gli amaranto hanno conquistato 26 punti nel girone ascendente, ma devono ancora recuperare una partita: a Viterbo.

Non volendola considerare, si potrebbe dire che l’obiettivo della Reggina, per il girone di ritorno, è emulare se stessa.

Fare 52 punti equivarrebbe a mettersi al riparo da qualsiasi pericolo in vista della prossima stagione.

Sugli amaranto, infatti, gravano le possibilità di diverse penalizzazioni.

Scongiurata l’ipotesi che possano essere sedici (grazie ad un accordo con l’Inps con rateizzazione dei contributi non versati entro il 15 ottobre ed evitando la recidiva), oggi la società amaranto dovrà confrontarsi con una forbice tra i quattordici ed i sei punti di penalizzazione.

Facendone 52 punti e togliendone quattordici, considerate tutte le altre squadre penalizzate ed in difficoltà economica, non ci sarebbe praticamente alcun rischio di play out. Sarebbe salvezza, forse anche facendone molto meno.

Qualora, invece, gli amaranto dovessero avere la meglio nel terzo grado sulla querelle fideiussione (ipotesi non improbabile), la penalizzazione equivarrebbe a sei.   Fare 52 punti e vedersene levati sei darebbe serie chances di accederei ai play off.

A partire dalla sfida con il Trapani, dunque, occorrerà iniziare a macinare punti.