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Reggina, dove la coperta è corta e si può allungare

La Reggina da gennaio in avanti, o meglio dall’ultima del 2017, ha cambiato pelle. Agenore Maurizi ha mandato in soffitta quello che era il 4-3-1-2 che pare fosse un sistema di gioco costruito attorno a quello che sarebbe dovuto essere il crack del mercato: ossia Lorenzo Di Livio.

L’ex trequartista della Roma veniva considerato un lusso per la categoria e per gli obiettivi della Reggina, la squalifica del doping lo aveva reso invece un obiettivo irrealizzabile.

Il naufragio dell’idea del puntare sul figlio d’arte, ormai ceduto al Matera, unitamente a qualche altro movimento tellurico all’interno dello spogliatoio e a una serie di risultati negativi ha portato il tecnico di Colleferro a pensare un altro tipo di calcio.

Il 3-5-2 è il modulo che ha portato otto punti nelle ultime quattro partite. Poco spettacolo, pochi tiri in porta e soprattutto grande importanza per i fluidifidanti.

Hadziosmanovic da un lato, Armeno dall’altro. Ma oggi chi sono le alternative? A ben guardare l’organico solo adattare Pasqualoni potrebbe essere schierabile in quella posizione.

Attenzione però. Maurizi è pronto a lavorare su Franchi, appena arrivato dall’Akragas via Roma.   Il calciatore che da giugno diventerà totalmente amaranto a livello di cartellino, è un uomo di fascia.

Ha sempre giocato alto, ma non è un goleador e nel lungo periodo potrebbe diventare un giocatore bravo a giocare un po’ più indietro.

Hadziosmanovic può giocare anche a sinistra, mentre Franchi gioca abitualmente a destra.

E chissà che tra cinque o sei partite, magari con la classifica più tranquilla e l’obiettivo più vicino,  considerando Armeno arruolabile anche in mezzo al campo come mezzala sinistra che la Reggina non possa giocare con cinque ’98 in campo (leggi qui).