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C’è stato un tempo in cui Pirlo e Ginobili passeggiavano in via marina…

C’è stato un tempo in cui Pirlo e Ginobili passeggiavano in via marina…

di Giusva Branca – C’è stato un tempo in cui per le strade di Reggio Calabria potevi incontrare, magari assieme dentro un locale, Manu Ginobili e Andrea Pirlo, Ale Montecchia e Massimo Taibi.

C’è stato un tempo in cui a distanza di pochi giorni, a Reggio, Pirlo faceva gol al Milan di Shevchenko, Maldini, Albertini e Boban, e poi il Granillo salutava Cannavaro e Rui Costa, Totti e Couto, Inzaghi e Paulo Sousa, Nesta e Figo con 30.000 persone e una coreografia da brivido a fare da cornice per Italia-Portogallo.

C’è stato un tempo in cui la squadra di volley femminile, la Medinex, vinceva due volte la coppa Italia e raggiungeva tre volte in fila la finale scudetto (perdendone due e vincendone una, poi revocata per giochi di palazzo legati a un tesseramento).

C’è stato un tempo in cui anche il Reggio Calcio a 5 giocava in serie A

C’è stato un tempo per tutto questo, sissignore.

E, soprattutto, c’è stato un tempo per tutto questo contemporaneamente.

C’è stato lo stesso tempo per tutto questo.

E non è stato un “tempo piccolo”, come cantavano Franco Califano e i “Tiro mancino”, anzi…si trattò di un tempo prolungato, molto prolungato.

E la meraviglia, la magia stava anche nella profonda ammirazione degli atleti di una squadra per quelli dell’altra.

“I biglietti li abbiamo?” mi chiedevano Giacchetta e Pirlo, Baronio e Possanzini, Oshadogan e Taibi riferendosi alla partita successiva della Medinex e della Viola. E la stessa cosa accadeva al contrario con le squadre, l’anima di esse, a spingersi l’una con l’altra. Il tutto abbracciati, circondati, travolti dall’affetto della gente. Incontenibile, incalcolabile, per certi versi incomprensibile nella sua forza dirompente.

In un paio di occasioni (una per la Viola, l’altra per la Medinex) il palasport – gremito da 8.000 persone (!!) – praticamente venne giù appena spuntò in parterre la testa di Taibi o il caschetto biondo di Baronio.

C’è stato un tempo in cui lo sport faceva felici, in cui – per quanto si possa storcere il naso – faceva sì che la vita dei reggini fosse un po’ migliore.

C’è stato questo tempo, sissignore. E abbiamo tutti il dovere di ricordarlo, di omaggiarlo, assieme ai protagonisti e a coloro i quali lo resero possibile.

Ecco che il gesto della Viola di omaggiare e celebrare il suo campionissimo, Manu Ginobili, assume una valenza 100, 1000 volte superiore nel momento in cui proprio i neroarancio stanno riposizionandosi per provare a riscrivere pagine importanti ma sempre continuando ad omaggiare la storia.

Scelte…