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In piedi davanti alla storia della Reggina: 1914-1936. I tabellini

LA STORIA DELLA REGGINA: 1914-1936

Per tutti, o quasi, la Reggina nacque nel 1914.

A dire il vero da quell’11 gennaio del 1914 al momento in cui una società calcistica assumerà il nome “Reggina” passeranno quasi quindici anni.

L’US REGGIO CALABRIA

In quel lontano 11 gennaio del 1914, in verità, i sessantuno impiegati pubblici, provenienti dai più disparati settori, sottoscrivendo un atto collettivo e condiviso e impegnandosi a versare una quota annua a testa di quindici lire, non fondarono la cosiddetta “A.S. Reggina 1914”, ma l’Unione Sportiva Reggio Calabria: una società a cui oggi si fa riferimento per rintracciare le prime tracce della squadra amaranto, ma di cui, invece, non si ha traccia di alcuna attività. D’altra parte, la Reggina, come tale, si affaccerà solo tra gli anni Venti e Trenta, scomparendo poi nel 1935, per poi riapparire dieci anni dopo, al termine della Seconda guerra mondiale.

AUSONIA, AUDACE, GARIBALDI

Reggina o non Reggina, in quegli anni è opportuno evidenziare come a Reggio fosse ben radicata una fervida attività calcistica: Ausonia, Audace, Garibaldi, Savoia, Giovani Calciatori, Girardengo, sono solo alcune delle società attive a Reggio in quegli anni. La squadra che ebbe maggior gloria fu proprio l’Ausonia. Non bisogna dimenticare però che sono anni difficili, quelli del primo conflitto mondiale: le squadre sono quindi costrette a sciogliersi, per ritornare in attività al termine della guerra.

Sono anni difficili però anche dal punto di vista economico.

Sebbene squadre reggine (come l’Audace, che nel 1922 si impose in un torneo calabro-siculo) siano capaci di fare onore alla città, mancano i soldi e le strutture. A Reggio, infatti, non esisteva un campo sportivo, cosa che scoraggiò il proliferare del calcio cittadino, proprio quando questo sembrava pronto per dare eccellenti frutti.

IL REGGIO FOOTBALL CLUB

Come detto, fu l’Ausonia la squadra a raccogliere maggiori consensi, grazie anche alla grinta e alla passione che il fondatore, nonché presidente, Ettore Serpieri, fu in grado di trasmettere a tutto l’ambiente.

Ettore Serpieri, un vero patito, un nome che sarà capace di rimanere in auge anche nel 1924, da consigliere del Reggio Foot Ball Club, che nel 1928 si trasformerà nella più conosciuta “Reggina”.

La buona volontà di Serpieri, tuttavia, non bastò.

Non poteva bastare.

IL CAMPO DELLA LANTERNA ROSSA

La progressiva crescita del mondo calcistico reggino non fece che acuire il bisogno, fisico, di attrezzature, di campi da gioco adatti. Il mitico terreno della “Lanterna Rossa” fu uno dei luoghi indimenticabili della storia non solo sportiva, ma anche sociale, di Reggio. Esso, tuttavia, non fu il primo campo sportivo, ma nacque proprio per far fronte alla “voglia di calcio” che la città in quegli anni sentiva fortissimamente: agli albori, infatti, le squadre reggine erano solite incontrarsi nei cosiddetti “Campi francesi”, terreni in terra battuta che sorgevano dove oggi si ergono gli Ospedali Riuniti, oltre che a Modena ed al Foro Boario.

Fu il ragioniere Salvatore Costantino, detto Tagì, a farsi carico delle esigenze di Reggio, proponendo all’allora Ministro Giuseppe De Nava, reggino, svariate soluzioni. Dopo alcune trattative, prevalse l’idea di costruire il nuovo campo sportivo presso la darsena del porto. Grazie all’intervento del segretario del Partito Nazionale Fascista, Giovanni Priolo, i tempi della consegna del terreno portuale si accelerarono notevolmente, permettendo la nascita della storica “Lanterna Rossa”.

 

LA MAGLIA DA BIANCONERA DIVENTA NERA

Lo stadio era pronto, adesso era arrivata  l’ora di giocare!

Ancora una volta fu il segretario del Partito Nazionale Fascista, Giovanni Priolo, a fornire un’ulteriore miglioria al Reggio Foot Ball Club: da Firenze arrivò infatti una cassetta di indumenti calcistici per quindici giocatori.

Da bianconera, la prima casacca, essa diventò completamente nera.

 

Il 14 aprile il Reggio, nell’ambito del torneo di 2. Divisione calabro-siculo, sconfisse per 3-2 alla “Lanterna Rossa” la Peloro di Messina, rivincita della sfida del “Geraci”, di pochi giorni prima, terminata per 1-2. Dopo l’1-1 del 4 maggio ottenuto contro la Catanese, l’attività si concluse nel mese di luglio, con la doppia sfida (l’andata persa, il ritorno vinto) contro la Messinese.

In ottobre, invece, arrivò il titolo regionale. I giocatori ritornarono in città da eroi.

 

Il 1925, caratterizzato dalle partenze di Misefari e Rattotti, fu pieno zeppo di impegni: il torneo di 2. Divisione (contrassegnato da una certa altalenanza di risultati) e svariate amichevoli. Il movimento, a Reggio, era ormai molto ben avviato e la febbre di calcio contagiò tutti, merito anche dell’eccellente organico del Reggio.

La “Lanterna Rossa” era un catino infernale: il biglietto costava circa mezza lira e l’imbattibilità interna rese celebre il Reggio Foot Ball Club di mister Piscopo.

LA FINE DEL REGGIO FOOTBALL CLUB

Ma il peggio stava per sopraggiungere.

Il 1926 e il 1927 saranno anni tristi. La “Lanterna Rossa”, quella porzione di terreno quasi inespugnabile per gli avversari, era in pericolo; come detto, sorta nei pressi della darsena, il campo sportivo rischiava adesso di dover lasciare il posto ai lavori della zona portuale. Il clima non era più carico di entusiasmo come nella scorsa stagione sportiva: la squadra provò comunque ad alienarsi, ottenendo anche qualche buon risultato (3-0 contro la Catanese), ma il tunnel era ormai imboccato, senza possibilità di uscita. Nel 1927 il Reggio Foot Ball Club, privo del proprio habitat, il campo sportivo, abbandonò ogni attività agonistica.

1928: NASCE LA U.S. REGGINA

Il “salvatore della Patria” fu, ancora una volta, Tagì Costantino, che convinse la famiglia Vilardi, il ragioniere Giuseppe, in particolare, a rilevare la società. Non potendo, però, la nuova dirigenza accollarsi i debiti della precedente società, di comune accordo, ne venne cambiata la denominazione: dalle ceneri del Reggio Foot Ball Club, nacque, nel 1928, l’U.S. Reggina.

 

Era una nuova epoca: la società cambiò sede, spostandosi in via Demetrio Tripepi. Il primo presidente della Reggina fu, quindi, il ragioniere Giuseppe Vilardi.

La nuova società era, di fatto, bella che pronta, ma occorreva un nuovo stadio, dopo che la “Lanterna Rossa” ebbe definitivamente chiuso i battenti.

 

1928: IL CAMPO DEL S.ANNA

Fu proprio il presidente a rivolgersi ad un suo zio, l’appaltatore Pizzimenti, chiedendogli di spianare una sua proprietà nel rione Sant’Anna: quella richiesta fu il primo passo per la costruzione del nuovo campo sportivo, il “Sant’Anna” appunto, che assorbirà, e ben presto la supererà, la gloria della “Lanterna Rossa”. Il “Sant’Anna”, gremito, fu inaugurato il 4 novembre del 1928, alla presenza di numerose autorità civili, militari e religiose: la città, la sua voglia di calcio e insieme di rivalsa, la tenacia e la passione di Giuseppe Vilardi, avevano trionfato. Tutto senza scordare il mitico Tagì Costantino…

La benedizione del reverendo Moscato non bastò comunque ad evitare la sconfitta all’U.S. Reggina: nella gara inaugurale contro il fortissimo Vomero di Napoli, i ragazzi di Zagni (ben presto sostituito dall’ungherese Wereb) caddero sotto i colpi dei partenopei, perdendo per 3-0; una sconfitta di poco conto però, per gli amaranto (con tale colore addosso, per la prima volta nella storia), poiché da quel giorno cominciò la storia vera.

Quella della Reggina.

 

1930: LA PROMOZIONE IN PRIMA DIVISIONE

I primi sette anni, finalmente senza soste, furono trionfali: i primi due in seconda divisione, i seguenti, dopo la promozione ottenuta nella stagione 1929-30, in prima divisione. Si faceva sul serio: contro rivali, poi divenuti storici, come Cosenza, Catanzaro, Messina, Siracusa, Salernitana e Taranto, giocare, e vincere, era una questione d’onore. Un onore che l’U.S. Reggina seppe tenere altissimo, grazie a un’ottima cifra tecnica, a un’immensa dose di combattività e attaccamento alla maglia e al suo “Asso di Coppe”, un ometto piccolo, gobbo, che, prima dell’inizio di ogni match, sfregava la propria protuberanza contro i pali della porta, in segno di buon augurio.

Come una ricorrenza ciclica e inesorabile, si presentò, però, nuovamente, il problema del campo sportivo: il “Sant’Anna” non bastava più per soddisfare la “richiesta di Reggina”.

Era comunque un buon segno.

1932: IL CAMPO MICHELE BIANCHI

Fu costruito quindi il “Michele Bianchi”, nella zona sud della città, nello stesso luogo dove poi nacque il Comunale e, in anni recenti, l’Oreste Granillo.

Il battesimo agonistico del nuovo stadio avvenne il 4 dicembre del 1932, nel match, finito 0-0 contro il Siracusa, valevole per la settima giornata del campionato di Prima Divisione.

In realtà, comunque, il “Michele Bianchi”, fu inaugurato ufficialmente poche settimane prima, il 21 novembre, alla presenza del Sottosegretario ai Lavori Pubblici, Antonio Leoni.

 

Ma più passavano gli anni, più le difficoltà crescevano.

Mentre la Reggina diventò sempre più una squadra autoctona, con la presenza massiccia di calciatori locali, il 25 febbraio del 1934 fu eletto il nuovo presidente nella persona dell’ingegnere Giuseppe Pirottina: quell’elezione, di fatto, diede ossigeno ad una società in apnea.

Si trattò, comunque, di una soluzione tampone, una cura palliativa: pochi mesi dopo, il 17 novembre, il cavaliere Domenico Delfino sostituì, infatti, lo stesso Pirottina, dimissionario.

Pochi giorni dopo da U.S., la Reggina diventò A.S., in quanto polisportiva.

 

1935: LA REGGINA CESSA LA SUA ATTIVITA’

Ma quel campionato, 1934-1935, fu una disfatta: sconfitte in successione gettarono la Reggina nel precipizio. A fine stagione, il commissario straordinario Lorenzo Labate liquidò la squadra.

Bye bye Reggina: un oblio lungo dieci anni avrebbe inghiottito gli amaranto.

LA PARENTESI DELLA DOMINANTE

Toccò quindi alla Dominante.

Fu questo, infatti, il nome della squadra che resse le sorti del calcio reggino; la Dominante, infatti, si fece carico dell’assenza di una squadra “vera”, dando la possibilità ai vari, e tanti, talenti locali di mettersi in mostra. La Reggina aveva dato un “arrivederci” che a quel tempo sembrò un “addio”, ma la passione, a Reggio, era tutt’altro che sopita.

A dire il vero, comunque, l’U.S. Dominante, che al momento era poco più che una squadra amatoriale, poteva vantare, negli anni antecedenti a quel 1936, un passato di tutto rispetto, avendo militato persino in serie C. Ma, comunque, non era e non fu mai la Reggina…

(1-segue)

Qui tutti i tabellini dei campionati dal 1928 al 1936

28-29   29-30  30-31  31-32   32-33   33-34   34-35