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Reggina-S. Agata – Condemi: “Vi racconto tutte le tappe e la grande intuizione”

di Michele Favano – Reggina-S. Agata, finalmente la storia si conclude e con il lieto fine. Abbiamo intervistato uno dei protagonisti di questo lungo percorso, il curatore dottor Fabrizio Condemi che ci ha raccontato passo dopo passo, tutte le tappe fino alla firma del contratto avvenuta nella giornata di ieri: “L’otto giugno del 2016 è stato sancito il fallimento della Reggina Calcio e la conseguente nomima dei curatori individuati nel sottoscritto e nel collega Massimo Giordano. La sentenza è stata l’atto fondamentale attraverso il quale si è potuto nell’arco dei quattro mesi trascorsi, conservare matricola, nome, colori sociali, storia, palmares e tutto il resto relativo alla trentennale storia della Reggina Calcio 1986, oltre a poter garantire ai vari creditori la possibilità di riscossione di tutti quei crediti sportivi facenti capo alla FIGC”.

Vogliamo chiarire una volta per tutte quanto sia stato importante conservare soprattutto la matricola?
“La cancellazione della matricola sarebbe dovuta avvenire secondo prassi, una volta dichiarato il fallimento, a conclusione dell’anno sportivo in corso, in questo caso il 30 giugno del 2016. Sulla scorta della sentenza di fallimento, insieme al collega Giordano, siamo riusciti a salvaguardarla fino alla cessione/fitto di tutta l’azienda, questo ha comportato il dato che oggi l’ASD Reggio Calabria si sia potuta chiamare Reggina, rappresentando concretamente la continuità storico-sportiva della vecchia Reggina, desiderio primario di tutta la tifoseria”.
La Reggina per quale cifra ha fittato l’azienda rispetto a quella inizialmente stabilita e soprattutto, quando si discuterà della cessione definitiva?
“L’importo come da bando e di euro 120.500,00 su base annua, il che comporta un canone di fitto mensile di poco di 10.000 euro. Chiaramente il fallimento è una procedura cosiddetta liquidatoria, cioè non ha interesse affinchè perduri uno stato di locazione, ma viceversa di una cessione definitiva dei beni facenti capo alla fallita società. Pertanto durante l’anno sportivo in corso, presumibilmente ad inizio 2017, a fronte di una valutazione dell’azienda da parte del CTU già nominato architetto Massimo Lauria, verrà individuato il prezzo definitivo di cessione. A questo punto gli scenari potrebbero essere molteplici, ma senza dilungarci nelle varie ipotesi, chi possiede oggi il titolo sportivo maggiore in città è l’attuale Urbs Reggina 1914 che più di ogni altra ha l’interesse ad acquisire il tutto. Oltre a poter eventualmente sfruttare la procedura fallimentare per individuare ipotetici investitori nel progetto Reggina”.
Cosa ha fittato la Reggina 1914 in termini pratici?
“Tutto. Beni immateriali, come nome, simbolo, colori, storia marchio e palmares. Beni materiali di proprietà della Reggina, cioè tutto ciò che vi è all’interno del S. Agata tra materiale tecnico-sportivo, d’ufficio e mobilia”.
Due mesi e mezzo dall’inizio della trattativa. Il percorso lungo, difficile, tortuoso…
“Entrambe le parti non hanno mai riscontrato particolari difficoltà a sottoscrivere il contratto e il contraddittorio si è basato sempre su un confronto leale e mai fuori le righe. Tant’è che all’indomani dell’assegnazione è stato dato via libera alla FIGC per l’utilizzo del nome “Reggina”, cosa che non sarebbe stata possibile nell’attuale campionato di Lega Pro, poichè lo stesso organo federale aveva deciso di mantenere la vecchia denominazione “Reggio Calabria”. I tempi lunghi sono stati dettati solamente dalle criticità riscontrate nel centro sportivo S. Agata, sebbene due mesi e mezzo possano sembrare lunghi, la principale vittoria del fallimento è stata proprio quella di accelerare la risoluzione di tutta una serie di problematiche che avevano causato tra le altre cose, il sequestro da parte della Procura della Repubblica. Il rigetto ricevuto sull’istanza di dissequestro ha ulteriormente rallentato il nostro percorso. Attraverso una lettura approfondita della concessione e grazie ad una intuizione della curatela, si è trovato il cavillo che ci ha dato l’opportunità di portare avanti le giuste argomentazioni, anche attraverso il supporto del settore 15 della Provincia di Reggio Calabria”.
Cosa è utilizzabile del S. Agata?
“Praticamente tutto, rimangono escluse alcune minime zone sotto sequestro per piccoli abusi edilizi”.
Insomma, quella che sembrava una telenovela interminabile, ha avuto finalmente la sua conclusione. Una vittoria per tutti, Reggina 1914 e curatela e domenica sera tutti più sereni allo stadio a tifare per la squadra del cuore…
“Si è stato davvero estenuante anche perchè ha assorbito totalmente la pausa di agosto. Domenica sera, come succede per quello che mi riguarda da almeno trent’anni, sarò presente a tifare Reggina allo stadio. A proposito di Granillo, il mio auspicio è che le problematiche legate allo stadio ed al suo manto erboso, possano essere risolte dall’Amministrazione Comunale il prima possibile e con un lieto fine così come è stato per il S. Agata”.