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Reggina batti un colpo, stavolta partire in ritardo sarebbe un aggravante

di Pasquale De Marte – E’ il 4 luglio. La stagione agonistica è iniziata da quasi una settimana in maniera ufficiale, ma per molte squadre il lavoro sulla prossima annata è iniziato da  da mesi.

E’ il 4 luglio e la Reggina non ha ancora un allenatore. Quello che, in realtà, dovrebbe essere il cardine di un progetto tecnico che appare ancora assente.

Potrebbe esserci un’altra verità, ossia che si hanno le idee chiare e che molte cose siano già definite.

Ma se così fosse, perchè dare adito a speculazioni e dubbi?

A guardare i competitors del girone I di Serie D molte squadre sono ancora in alto mare, ma se si vuole iniziare a scavare un solco tra se stessi e le avversarie bisogna farlo attraverso una programmazione tempestiva, soprattutto se il bugdet è buono, ma non inesauribile.

A maggior ragione se ti chiami Reggina (presto sarà ufficiale anche sulle carte federali) e le avversarie sono simpatiche realtà dilettantistiche.

E’ il 4 luglio e mancano quindici giorni al 19 luglio, quando probabilmente sarà più chiaro quante saranno le reali chance di ripescaggio della società amaranto.

Aspettare fino ad allora sarebbe un suicidio.

Lo scorso anno, a lungo, l’esser partiti in ritardo è stata considerata un’attenuante, quest’anno sarebbe un’aggravante.

Nella stagione già andata in archivio, soprattutto a livello tecnico, a tuttotondo e con la grande eccezione del settore giovanile, si poteva fare di più a livello di prima squadra: nelle scelte e nella gestione.

La clemenza, per un ambiente totalmente esordiente in un modo difficile come il massimo campionato dilettantistico, è stata un obbligo.

Quest’anno il noviziato sarà alle spalle e non fare ciò che la Reggina deve fare in Serie D equivarrebbe a un fallimento sportivo e probabilmente anche alla dispersione di un investimento che la società offrirà ancora alla città e per il quale ancora una volta bisognerà offrire gratitudine.

E in un momento in cui c’è una parte della tifoseria che, con le proprie ragioni, non ha ancora legittimato il ruolo dell’Urbs Reggina, in attesa che fuori dal campo si giochino altre partite, portare a casa i risultati sarebbe un buon metodo per rendere le cose più semplici.

A stretto giro di posta ci si aspettano gli annunci o delle spiegazioni.

A meritarle sono soprattutto i tifosi, che hanno dato fiducia a scatola chiusa ad una società che ha avuto il merito di restituire credibilità al calcio reggino ma che adesso è chiamata al salto di qualità.

Un salto di qualità che può arrivare solo attraverso i risultati sul campo.

E c’è un apparente immobilismo che, innegabilmente, già preoccupa.

Vedi anche:

Reggina – I Praticò: “Impossibile trovarsi con due squadre. Pronti al ripescaggio”