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Il cuore di Reggio é sempre amaranto. Grande festa al Granillo

Per una volta la parola Reggina, soprattutto di questi ultimi tempi, aggrega e non disgrega.

Nella gara di beneficienza organizzata dall’associazione Leggende Amaranto c’era davvero tutto: in campo due squadre che, nelle loro epoche,  hanno saputo interpretare al meglio lo spirito che ha contraddistinto l’ultracentenaria amaranto, c’era il pubblico (quasi 10.000 unità), il grande tifo della Curva Sud e soprattutto una nobile causa (tutto l’incasso è stato devoluto all’Hospice).

 

A mancare era soltanto la forma fisica di quanti sono scesi  in campo dato che, i vent’otto anni passati dal 1988 e i diciassette dal 1999, hanno avuto il loro peso nel ritmo e nei contenuti tecnico-tattici offerti dalle due compagini rimaste nella storia come quella che riportarono la Reggina in B (sfiorando la A nell’89) e quella che ottenne la  storica promozione in massima serie il 13 giugno 1999.

Erano formazioni che muovevano un popolo intero., Quelle che hanno portato oltre 20.000 persone a Perugia, Pescara e Torino a sventolare la bandiera amaranto lontano dallo Stretto.

E anche stavolta sono riuscite a godersi l’abbraccio di migliaia di persone che non vedevano l’ora di poter rivedere quanti hanno regalato lacrime di gioia.

Da una parte la squadra di cui tutti ricordano la formazione a memoria (Rosin, Bagnato, Attrice…), dall’altra quella che ha conosciuto le gesta di calciatori come Davide Possanzini, Fabio Artico, Tonino Martino, Maurizio Poli, Simone Giacchetta e Ciccio Cozza.

E non é mancato qualche gradito infiltrato come Armenise jr., Santos Batista Mozart e il portiere Pietro Marino.

Calciatori che in alcuni casi sono rimasti poco più di una stagione ma che sono riusciti a lasciare una traccia indelebile, certificata dall’affetto della gente e dai cori del tempo che sono tornati ad essere uditi fortissimi dalle parti di Viale Galileo Galilei.

E la coreografia della Sud ha ricordato davvero gli anni d’oro del tifo reggino.

Non è stata una serata come tutte le altre. Non lo è stata soprattutto per Emanuele Belardi e Bruno Cirillo, che da Reggio sono partiti e a Reggio hanno finito passando per i più grandi club europei.

Campani di nascita, ma reggini d’adozione hanno voluto salutare il calcio giocato nello stadio e con addosso la maglia che hanno amato di piú.

Con la storia non si costruisce né il presente, né il futuro, ma si può prendere spunto per ricordarsi chi si era, da dove si é partiti e dove si é arrivati.

La partita? Nessuno voleva perdere, ma alla fine é finita 2-2.

A segno come ai bei tempi Possanzini ed Artico per i ragazzi del ’99, Alex Visentin per i ragazzi dell”88

Allo scadere Onorato firma il 2-2 dal dischetto

 

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