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Giacchetta: “Reggina, non meritavi questa fine. Ora tutti al Granillo per ricordarla”

di Pasquale Romano – Il momento dell’addio. Da pochi giorni è definitivamente tramontato il sole della Reggina Calcio, un percorso lungo e ricco di soddisfazioni prima della virata che ne ha offuscato i bei ricordi. “E’ stata come la caduta dell’Impero Romano. Una cavalcata piena di gioia ha preceduto il tonfo e la caduta fragorosa”, questa la metafora usata da Simone Giacchetta nel descrivere il sipario calato sul club di Foti.

L’ormai ex presidente il principale protagonista di una storia che non si è risparmiata nulla. Perfetto, come ideale riassunto, il finale del romanzo amaranto. Dalle lacrime di gioia del San Filippo dopo lo spareggio vinto alla disperazione per la mancata iscrizione al campionato, tutto nel giro di poche settimane: “Conoscendo bene Foti -assicura Giacchetta ai microfoni di Strill- ero convinto sarebbe riuscito a salutare nel migliore dei modi, purtroppo non è stato cosi. Grazie a lui, è doveroso ricordarlo cosi come gli errori commessi, i tifosi amaranto hanno sognato ad occhi aperti. Provo immenso dispiacere nel vedere tanti anni della mia vita andare in fumo”.

Se il tristissimo epilogo era facilmente prevedibile da mesi, è solo adesso che si può prendere realmente coscienza di quello che è accaduto. “E’ stato un funerale a tutti gli effetti quello di due giorni fa, la Reggina però è morta lo scorso anno. Ed ha iniziato ad ammalarsi nel 2009, nell’anno maledetto del ritorno in serie B…”, dichiara Giacchetta ricordando il folle mercato estivo che diede inizio al crack economico-finanziario del club amaranto.

“Abbiamo preso il meglio di quello che ci poteva dare, e ha reso tutti noi persone migliori. Tramite la Reggina degli anni in serie A , Reggio Calabria ha ottenuto visibilità internazionale, si è fatta conoscere nel resto del mondo. Adesso servirà tempo per ricostruire qualcosa di simile, la città ha bisogno di vedere una spinta pura e sincera per poter ripartire”, sottolinea l’ex giocatore e dirigente amaranto.

L’evento in programma il 25 giugno al Granillo, alla luce degli ultimi avvenimenti assume un connotato simbolico particolare. Un ‘limbo’ di emozioni farà riemergere a galla ricordi e sentimenti contrastanti. Uno ‘spettro’ amaranto aleggerà sul rettangolo verde e sugli spalti: “Sarà ancora più importante partecipare, per ricordare cosa è stato fatto in quegli anni. Mi auguro sia una festa di due giorni e di rivedere il calore inconfondibile dei tifosi amaranto. Quelle due squadre, attraverso il sacrificio e l’attaccamento alla maglia, si sono ‘fuse’ alla città diventanto leggenda”.

Storie di vita. Simone Giacchetta ha attraversato una fase difficile della propria esistenza, il ricordo di quei momenti riaffiora a pochi giorni da un evento che farà della beneficenza un proprio tratto distintivo. “A distanza di anni ci tengo ancora a ringraziare i tifosi amaranto e tutti coloro mi sono stati vicini. Il mio ritorno in campo, dopo aver superato la malattia, è stato da brividi. Sono riuscito a vincere quella battaglia grazie anche all’affetto mostratomi dalla città”.