Home / Sport Strillit / PIANETA AMARANTO / Penalizzazioni e deferimenti: facciamo chiarezza. Conti che non tornano

Penalizzazioni e deferimenti: facciamo chiarezza. Conti che non tornano

In queste ore la confusione rischia di regnare sovrana sulla situazione relativa ai deferimenti e alla penalizzazione ricevuta dalla Reggina.

Il deferimento ricevuto ieri riguarda una mancata corrispondenza di stipendi e relative tasse nel periodo che va da luglio a dicembre 2014.

Leggi qui  per conoscere una prima ricostruzione sulla vicenda, confermata dal presidente Foti ai nostri microfoni (qui l’intervista),

Questa vicenda, dunque, può essere circoscritta alla sola questione “incentivi all’esodo”, una causa già vinta dalla Reggina davanti alla  Corte d’Appello Federale, la cui sentenza è stata appellata dalla Procura Federale  che non la riconosce e continua a ritenere la situazione come di competenza della giustizia sportiva e prosegue per la propria strada.

Il punto di penalizzazione ricevuto questa mattina (qui i dettagli) conferma che il deferimento di ieri esula da aspetti relativi agli attuali tesserati amaranto, tenuto conto che è la sanzione odierna ad interessare morosità relative ai contratti in essere.

Nel periodo di settembre e ottobre  2014 la Reggina non avrebbe versato i  contributi INPS e IRPEF, pagando però gli stipendi netti ai tesserati, segnando di fatto un’antitesi rispetto al deferimento di ieri in cui si parla di emolumenti non erogati.

Difficile capire se la Reggina potrà dimostrare di aver pagato i tributi, ma l’aspetto in linea teorica può paradossalmente dare tranquillità rispetto ad una possibile maxi-penalizzazione derivante dal deferimento di ieri.

Il punto di penalizzazione si affianca a quello già presente, relativo alla fideiussione da 600.000 euro, necessaria per l’iscrizione, presentata in ritardo.   La Reggina proverà a  farselo restituire cercando di provare l’impossibilità a rispettare il termine ultimo del 30 giugno 2014 per via di un futuro societario ancora incerto.