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Reggina, il futuro è nero. A Ischia durano un tempo, poi si arrende (2-0)

 

 

di Pasquale De Marte – Tutto cambia perché nulla cambi. E’ quanto emerge dalla gara giocata dagli amaranto ad Ischia.

Il futuro è nero.  Neanche il cambio di allenatore regala la scossa ad una squadra che si conferma fragile e non in grado di capitalizzare quanto, poco a dire il vero,  riesce a creare.

Oggi cullare sogni di salvezza, con questi presupposti, è utopia

La prima uscita della squadra dello Stretto, dopo le dimissioni di Ciccio Cozza, regala un film già visto e ampiamente conosciuto.

Le scelte non snaturano il credo tattico portato avanti fin qui   e la conferma del 4-3-3 ne è la dimostrazione più fulgida.

Gli amaranto sembrano andare avanti con il pilota automatico e della nuova guida tecnica, in termini di nuovi dettami, si vede poco o nulla.

Davanti c’è un avversario non irresistibile ma che, per questa Reggina, rischia di diventare un ostacolo insormontabile. E così è stato.

I calabresi, nel primo quarto del match, mantengono la consueta fluidità della manovra e del gioco periferico che mai si concretizza in reali pericoli per la porta avversaria.

Incapacità di trovare qualità nell’ultimo passaggio e la mancanza di un punto di riferimento in area di rigore sono i consueti limiti con cui anche Tortelli, nell’organizzazione dei suoi, deve confrontarsi.

Poca cosa anche l’avversario che, nel finale, della prima frazione regala due nitidissime palle gol agli ospiti:  l’inserimento di Salandria (sostituto di Armellino) genera un cross da sinistra che trova Louzada, tutto solo, sul secondo palo.  Il brasiliano conclude a botta sicura col destro, ma il volo disperato del portiere Giordano vale una parata fondamentale.

L’estremo difensore campano si ripete su Insigne che, dopo aver saltato un uomo ed essersi presentato solo davanti all’avversario, conclude debolmente e fallise una ghiotta occasione.

La beffa potrebbe maturare con l’ex Hinterreggio Cruz che, si incunea tra le larghe maglie della retroguardia amaranto, riceve un tirocross da sinistra e per poco non fa centro, ma Kovacsik sulla linea di porta è straordinario.

Ma è la stessa azione che porta al vantaggio dell’Ischia in avvio di ripresa, quando Ciotola in area di rigore sfrutta un imbarazzante copertura della difesa schierata per insaccare, in maniera rocambolesca.

Al 53′ il raddoppio arriva con l’evidente complicità di Kovacsik che si fa colpevolmente  sorprendere da un tentativo dalla distanza di Findanca.

Piove sul bagnato quando Dall’Oglio, già ammonito, si fa espellere per proteste sulla falsariga di quanto avvenuto con Rizzo poco più di una settimana prima.

La Reggina entra nel tunnel e, da subito, da l’impressione di non poterci uscire. Soprattutto perchè i calci d’angolo del centrocampista di Milazzo erano le uniche occasioni in cui gli amaranto riescono ad avvicinarsi alla porta.

I cambi, poi, danno l’impressione di servire soltanto ad allargare il tabellino. Poco male per l’Ischia che trova la prima vittoria tra le mura amiche

La manifestazione di impotenza degli amaranto, di fronte ad una delle squadre meno quotate della categoria, è l’ennesima dimostrazione che il percorso per uscire da questa situazione sia divenuto assai complicato.

L’ottimismo in materia Reggina è ormai un privilegio per pochi.

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