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Reggina, a Lamezia con 10 pt di svantaggio dalla Vigor. “E pur si muove!”

di Pasquale De Marte – Se un giorno qualcuno avesse predetto che la Reggina sarebbe andata a giocare a Lamezia con dieci punti   di svantaggio (-6 sul campo) in classifica non ci avrebbe creduto nessuno, nemmeno i tifosi biancoverdi che oggi si godono una classifica lusinghiera figlia di un lavoro certosino svolto dalla società e da una piazza che ha saputo crescere a livello calcistico, passo dopo passo.

Dall’altro lato l’ex ammiraglia del calcio calabrese che si lecca le ferite dopo essersi vista restituire con interessi, forse troppi, quei prestiti che aveva ottenuto dalla fortuna negli ultimi ani di Serie B, dove, in senso strettamente calcistico, l’approssimazione è sembrata farla da padrone, con pochi e isolati bagliori di luce in un buio che ha smontato un giocattolo perfetto.

Non tutto è andato perduto e Ciccio Cozza sta provando a raccogliere i cocci, sebbene un pò di malasorte e le penalizzazioni, arrivate e che arriveranno, tendono ad agevolare un certo pessimismo.

Nove partite sono sufficienti per dire che, al netto di errori di gioventù e qualche lacuna strutturale, gli amaranto hanno la possibilità di risorgere dalle proprie ceneri.

Quel S.Agata che oggi, al netto della mancanza della possibilità di investire, ha permesso di costruire una squadra fatta quasi interamente di prodotti del settore giovanile e che, dopo aver avuto difficoltà a mantenere quella amministrativa, hanno garantito continuità tecnica alla centenaria storia della Reggina.

Ragazzi a cui spesso l’incontro con i colori amaranto ha permesso di fare la differenza tra il diventare professionista e il lasciare il proprio sogno nel cassetto.

Non è un caso che sulla squadra siano piovuti soprattutto applausi, nonostante una classifica poco edificante per quella che è stata la storia recente della formazione dello Stretto.

E paradossalmente, nell’intimità dei pochi fedelissimi rimasti al Granillo rispetto ai tempi d’oro, si è potuto notare un nuovo e rinnovato senso di appartenenza che si sta rinnovando nelle difficoltà, nonostante la squadra, ad oggi e senza cambio di ritmo, rischi addirittura la Serie D. Parole e categorie che si fatica anche a pronunciare, dimensioni sconosciute a certe latitudini.

Lamezia è lì, quasi dietro l’angolo.  Ma non è solo per questo che gli amaranto non saranno soli al D’Ippolito. Non era scontato, viste le opinabili decisioni governative che negli anni hanno mutilato la voglia degli appassionati di seguire la propria squadra in trasferta e una certa apatia della piazza rispetto alla dinamiche della propria squadra.

“E pur si muove…”.  E’ da quel sentimento tangibile,  forse più sbiadito, di passione che la squadra deve trovare la forza per reagire anche rispetto alle sberle che sono arrivate e arriveranno dalla Figc.

Non sarà facile. L’obbligo, però, non è provarci, ma riuscirci.