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Altro che Champions, Orlandoni: “Con la Reggina la mia emozione più grande da calciatore”

Probabilmente se, invece che da terzo portiere, quella Champions o uno di quegli scudetti li avesse vinti da primo oggi le sue considerazioni sarebbero diverse.

In fondo l’Inter gli ha regalato un palmares da stella del calcio (5 campionati, 3 Coppa Italia, 5 Supercoppe Italiane, 1 Champions League, 1 Mondiale per club) e oggi ne fa ancora parte da preparatore dei portieri della Primavera.

Ma a cambiargli la vita è stata la Reggina che, dall’Acireale, nello spazio di dodici mesi lo ha portato in Serie A e pazienza che sarebbe potuta finire meglio.

Ai microfoni di Tutti figli di Pianca, in onda sulle frequenze di Radio Touring, Paolo Orlandoni, storico estremo difensore della Reggina del 99, lancia una dichiarazione d’amore verso l’amaranto che forse nessuno si sarebbe aspettato: “A Reggio ho vissuto la più grande emozione della mia vita di calciatore. Quella del 99-2000 fu una stagione perfetta e per certi versi incredibile. Foti capì subito che quel gruppo aveva qualcosa di importante e le difficoltà ci fortificarono per andare a compiere le imprese del girone di ritorno”.

“Qualche giorno fa – prosegue – ho visto i video su internet della promozione. In un’immagine io e Artico scendevamo dall’aereo e l’ho inviata subito a Fabio. Ci sentiamo ancora perchè quel gruppo, nonostante il tempo che è passato, è ancora legato da ciò che è successo”.

Qualche prestazione non all’altezza gli costò il posto in Serie A e la società decise di puntare sull’esperienza di Taibi, con Orlandoni che finì al Bologna.

“I tifosi quando tornai da avversario mi dedicarono uno striscione. Reggio mi ha dato sensazioni uniche e ho trovato amicizie che testimoniano come quell’esperienza per me sia andata al di là dell’ambito sportivo”.