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Reggina, Puggioni: “Reggio è magica, penso alla semifinale di Novara e ancora non dormo la notte””

Christian Puggioni è intervenuto nel corso della trasmissione di Reggina Tv “La Giovane Reggina”.   Il portiere ha parlato sia passato, di presente che di futuro.  Lo ha fatto partendo dall’ultima tragedia che ha coinvolto il mondo del calcio, ma i colori amaranto in particolare

La Reggina, nell’ultima settimana, ha avuto infatti grande dolore per la perdita del ventottenne Daniel Leone. L’ex portiere della Sampdoria lo ricorda bene. “Quando – ha detto – sono venuto a conoscenza del fatto sono rimasto pietrificato.  Ricordarmi un ragazzo con quegli occhi e quella voglia di seguire il proprio sogno, come tanti visti al Sant’Agata e magari visti in Serie A come Missiroli, Barillà, Viola, Ceravolo.  Sono stati tutti passaggi importanti per una terra, quella calabra, che ha dei valori. Quando venivo al Sant’Agata e vedevo i ragazzini mi riempiva di gioia. Daniel aveva voglia di rubare qualcosa del mestiere dai più grandi , di arrivare ed il piacere di fare il portiere. L’ho seguito ed ho pensato che poteva essere un altro giovane che avrebbe potuto dire la sua. Poi è arrivata questa brutta notizia. Ha affrontato tutto con un coraggio incredibile, ci scherzava sopra, combatteva. L’epilogo potrebbe essere quello di una sconfitta, ma è una vittoria perché lui ci ha insegnato qualcosa e rimane qualcosa”.

Christian Puggioni a lungo è stato legato a Reggio Calabria.  Non solo per l’essere stato calciatore amaranto, ma anche per essersi iscritto e laureato presso l’Università Mediterranea. “Devo  – ha dichiarato – ringraziare il popolo reggino. Ho avuto tanto,  sono rimasto legato alla città. Ho deciso di proseguire gli studi lì, perché penso sia una città per certi versi magica”.

Poi sguardo alla Reggina attuale: “Riguardo alla squadra penso sia stata fatta con la possibilità di stare là. La differenza tra stare là e provare qualcosa di impossibile è solo nella testa dei calciatori. Se loro capiscono che vivono in una realtà, Reggio Calabria, che si può isolare dal resto del mondo, può essere una situazione ovattata, può essere la culla per imprese memorabili. Ne ho vissuta una con la penalizzazione e la salvezza in Serie A, ne ho vissuta un’altra con cui siamo arrivati ad un minuto dalla partita che ci avrebbe portato di nuovo in Serie A.  Non dormo ancora la notta agli ultimi due minuti della semifinale di Novara. Saremmo arrivati dove la gente meritava di arrivare.   Io credo che questa squadra se lo capisce, anche con elementi come Denis che possono trasmettere quelli che sono dei valori, può are qualcosa di incredibile. Reggio penso sia la città giusta per poter sognare”.