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Reggina, le frecce di Aglietti

La scelta di giocare con gli esterni a piede invertito non è nulla di nuovo nel calcio.  Giocatori come Insigne e Robben di questa caratteristica ne hanno fatto una sorta di marchio di fabbrica.  Alfredo Aglietti, però, rispetto a molti altri suoi colleghi ha il coraggio di fare ciò che non tutti fanno: attaccare con i terzini.

Questi ultimi beneficiano del fatto che chi gli esterni alti si accentrano, portano via la marcatura, e creano lo spazio per arrivare sul fondo a calciatori che, in partenza, sono schierati in retroguardia.

Pur giocando con la difesa a quattro, l’allenatore di San Giovanni Valdarno non ha paura di fare arrivare sul fondo chi gioca in difesa.   Si tratta di una caratteristica che, in genere, viene richiesta a quei giocatori che giocano a tutta fascia e che sono coperti da un pacchetto difensivo a tre.

Tanto per citare un nome che è di stretta attualità come avversario in casa Reggina, Ciccio Modesto era uno che amava spingere fino al fondo del campo ma lo faceva in un 3-5-2.

Le frecce di Aglietti, invece, partono dalla difesa.   Si prendono dei rischi, ma anche gli avversari li corrono.   Questa opportunità piace molto a Gianluca Di Chiara che si sposa a meraviglia con questa filosofia di gioco.   Ma da qualche settimana sono netti anche i miglioramenti di Ivan Lakicevic che ha nelle corde quel tipo di gioco, ma aveva bisogno di scrollarsi addosso un po’ di timidezza.

Aglietti, che ha a disposizione anche Adjapong e Liotti, confida di avere altri segnali confortanti dai suoi.