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Crotone-Reggina, Aglietti cerca un’altra chiave tattica

Alfredo Aglietti ha, al momento, dimostrato di dare spesso fiducia agli stessi uomini.  Non è una scelta definitiva, ma semplicemente la necessità di trovare certezze con un primo gruppo base, per poi pian piano collocare tutte le risorse che l’organico gli mette a disposizione.

Tuttavia, già contro la Ternana e rispetto alla gara con il Monza si è potuto notare come l’allenatore sia uno che ama modificare l’atteggiamento in base alla possibilità di mettere in difficoltà l’avversario.

Si dirà che forse è il minimo per un allenatore a questo livello, ma non tutti gli allenatori si prendono il rischio di fare delle modifiche soprattutto dopo una gara andata benino come quella contro il Monza.

Aglietti, contro la Ternana, aveva scelto Menez.  Non lo aveva fatto perché riteneva di poter beneficiare dell’individualità del francese, ma perché riteneva che le sue caratteristiche potessero essere quelle giuste per mettere in difficoltà il potenziale punto debole dei neroverdi.

Menez, fin quando è rimasto in campo, continuava ad andare a ricevere la palla tra le linee e a smistare il gioco sistematicamente verso l’esterno.

Una scelta che nasceva essenzialmente da due potenziali difficoltà che avrebbe potuto portare alla Ternana:  cercare e trovare lo spazio tra la difesa ed il centrocampo avversario, muovere la palla in maniera tale da spiazzare una squadra che restava corta e concentrata in un fazzoletto di gioco. Il piano, prima del rosso, aveva funzionato.

Contro il Crotone, anche qualora fosse stato presente Menez, si sarebbe visto qualcosa di diverso.  Con buona probabilità contro i pitagorici servirà una squadra più di “posizione”.   Gli avversari puntano molto sull’aggressività e sul dinamismo, la Reggina dovrà essere brava a non farsi attrarre dall’arrivare a giocarsi la sfida su binari che sono più congeniali ai pitagorici a cui, tra l’altro,  non mancano certo qualità importanti nei singoli.

Toccherà ad Aglietti scegliere la strategia migliore per mettere in difficoltà tatticamente gli avversari e non patirne eventualmente le caratteristiche migliori.