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Reggina, le parole di Gallo con Galabinov a fianco vanno lette nel modo giusto

Si inaugurava lo store di Piazza Duomo e, in quell’occasione, Luca Gallo diceva che, a suo avviso, uno stadio andrebbe considerato come un luogo di culto dove, fosse stato per lui, non si sarebbe dovuto pagare neanche il biglietto.

Una frase che, oggi, rischia di essere strumentalizzata, soprattutto se si associano le ultime situazioni e le si decontestualizzano.

In primis perché non tutti hanno gradito il fatto che, rispetto alla Serie C, il biglietto sia stato aumentato di cinque euro per la curva e di qualche euro in più negli altri settori.  Si era talmente smarrita l’abitudine a giocare in certi palcoscenici, che si era perso di vista la possibilità che potessero salire i prezzi cambiando categoria.

In seconda battuta hanno fatto. in un certo senso, rumore le dichiarazioni con cui Gallo ha invitato i tifosi ad andare allo stadio anche per dare un contributo. Non lo ha detto apertamente, ma lo ha fatto capire.

Potrebbe sembrare una nuova versione di Gallo e, in realtà, lo è.   Due anni di pandemia, una congiuntura economica non favorevole come quella pre-Covid e tanti investimenti di fronte a colossi alla guida delle altre squadre lo hanno reso un po’ più riflessivo.

Poi, però,  bisogna guardare anche i fatti.  Le dichiarazioni di Gallo sono state rese nel corso della presentazione di Galabinov che si aggiunge ad una squadra dove, tanto per citare, qualcuno sono arrivati Hetemaj,  Ricci, Adjapong e altri elementi potenzialmente molto affidabili.

Dato che certifica come l’invito di Gallo non è certo a scatola chiusa e che non è una richiesta disperata, ma la richiesta di vicinanza del pubblico può andare oltre il mero pagamento del biglietto.