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Sei anni fa la Reggina sprofondava nel dramma, non è passato moltissimo

Inizia oggi, di fatto, il ritiro della Reggina. Dopo il pre-raduno del Sant’Agata, la squadra si metterà in viaggio verso Sarnano per andare a preparare il secondo campionato di B dal ritorno tra i cadetti.

L’obiettivo è fare bella figura, consci che ci sono potenze economiche a cui si può rispondere solo con la programmazione e la forza delle idee. Non con gli investimenti che, comunque in questi anni da parte di Luca Gallo non sono mancati.

Sei anni fa, esattamente nel 2015, la Reggina sprofondava nel dramma.  Dopo aver presentato una documentazione incompleta nei termini del 30 giugno,  la società amaranto non riusciva ad adempiere a tutti gli obblighi necessari all’iscrizione entro il termine categorico del 14 luglio.

Era venerdì, la ratifica sarebbe arrivata solo il lunedì successivo, ma ben presto si seppe che non era stata ad esempio presentata una fideiussione.   Di colpo gli australiani, i tentativi di salvataggio e quant’altro vennero cancellati da un colpo di spugna determinato dal mancato rispetto della scadenze.

Lo svincolo dei giocatori (Di Lorenzo compreso!), la dichiarazione dell’esclusione dalla C e la terra che si sgretolava sotto i piedi.  Di colpo la Reggina, matricola a parte, non c’era più.

È servita la polvere dei dilettanti, i sacrifici della famiglia Praticò e di tutti i loro soci,  e gli sforzi di Luca Gallo, sei anni dopo, per cancellare l’onta di un qualcosa che non era mai accaduto.

Sei anni dopo si respira un’aria diversa che , forse, si è capito non essere così scontata.