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Reggina, il naufragio delle corazzate: Lecce e Monza ancora avversari degli amaranto

Acquistare calciatori di nome e spendere tanto in Serie B non equivale a vittoria certa.  L’equazione è molto più probabile in Serie C dove lo squilibrio tra le prime e le ultime tale da sembrare che giochino categorie diverse.

Non in B, dove la differenza tra la prima e l’ultima difficilmente viene costruita puntando sui denari.  O quantomeno non senza aver costruito un’organizzazione e una capacità di stare in campo che sia quantomeno pari a quella di chi ha speso meno e si è saputo dare una forma di squadra.

L’ennesima conferma di questo arriva dalle semifinali play off per raggiungere la promozione.  Sono furori due tra le squadre che avevano il budget maggiore.  Il Monza, protagonista  di spese folli, rese possibili dalla facoltosa proprietà di Silvio Berlusconi e il Lecce che aveva diversi giocatori che molta Serie B non poteva permettersi.

I brianzoli sono stati a lungo un’accozzaglia di giocatori  che non sono mai diventati squadra, riuscendo comunque a restare aggrappati al vertice grazie alle individualità.  Basta, però, ricordare come siano stati demoliti dalla Reggina di Baroni per mettere in rilievo quanto squadre organizzate fossero in grado di metterli alle corde.

E il Lecce? Grande qualità offensiva con uomini che fanno la differenza come Mancosu e Coda, ma una tenuta difensiva spesso deficitaria e che ha tradito in diverse occasioni.  I salentini, soprattutto, sono arrivati con il fiato corto.

Lecce e Monza, nella prossima stagione, saranno ancora avversari degli amaranto.