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Reggina, la B si fa dura: servono le idee giuste

Sta nascendo una Serie B con pochi precedenti a livello di potere finanziario. La retrocessione del Benevento è un’ulteriore dimostrazione del fatto che il prossimo torneo cadetto sarà caratterizzato da una classe dirigente che è espressione di proprietà che in alcuni casi hanno patrimoni stimabili in miliardi di euro.

Quanto investiranno e come lo faranno sarà da vedere, sebbene il caso Monza (Ad un passo dall’eliminazione dai play off) rappresenti l’apice della tesi secondo cui non è la pecunia a fare la differenza a questo livello.

Di certo c’è la consapevolezza che la Reggina, a fronte di questi colossi, non potrà competere a livello economico.  Il paradosso è che quella di Luca Gallo è forse la Reggina con la maggiore capacità economica della sua storia, ma il contesto storico non lo si sceglie.

A fare la differenza saranno le idee e la progettualità. Quelle, per intendersi, che hanno permesso di avere ragione di Bari e Ternana, in Serie C, avendo meno budget e quelle che di fatto hanno permesso di arrivare decimi avendo il quattordicesimo-quindicesimo budget del campionato.

Questa capacità dovrà essere necessariamente acuita.