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Reggina: pari a Lecce. Niente play off, ma applausi per gli amaranto

di Pasquale De Marte –  2-2 per la Reggina a Lecce.  Ed è un risultato che è un po’ lo specchio di una stagione che volge verso la conclusione senza i play off.   Un pari sul campo di una pretendente a vincere il campionato, giocandosela ad armi pari e forse anche meglio,  è sempre buona cosa.  Il sapore cambia se  lo si mette nell’economia di un finale di stagione che avrebbe richiesto una vittoria per continuare a sperare nel prosieguo dopo la stagione regolare.  La stagione amaranto resta, però, assolutamente positiva.

Tanti gol nel primo tempo

La storia di Lecce-Reggina è quella di una gara molto divertente.  Lo raccontano i quattro gol.  Il primo è amaranto, frutto di una pennellata di Bellomo per la perfetta conclusione mancina al volo di Simone Edera.

Ma è anche quella di un match in cui la sfortuna è un corollario significativo per la prestazione offerta dagli uomini di Marco Baroni. Lo si evince dall’infortunio autonomo che, dopo neanche un quarto d’ora di gioco, mette fuori causa il calciatore del Torino.

L’episodio cambia  l’inerzia di una gara che in quel momento aveva visto farsi preferire la formazione ospite.  Per qualche minuto gli amaranto staccano la spina, abbassano i ritmi e si fanno superare dalle individualità avversarie.   Prima ci pensa Mancosu a disegnare un assist al bacio con un cross in verticale per Stepinski che si fa valere con un gol di testa.  Poi è Coda a portarsi a spasso l’intera retroguardia avversaria prima di calciare in porta, generare la respinta di Nicolas da cui nasce la seconda conclusione vincente dell’attaccante.

Passata la tempesta, la Reggina perde anche Rivas per infortunio. Smaltito lo shock per tutta questa sfortuna,  la squadra di Baroni torna a macinare gioco contro un avversario votato all’offensiva e assolutamente incapace di dare una protezione ad una difesa non in grado di contenere la verve di Bellomo e la velocità di Okwonwko.

È proprio una giocata del nigeriano, entrato a gara in corso, a generare il gol del 2-2.  Dopo una torre di Montalto, si imbuca tra i centrali e prova il destro, su  cui Rafael interviene ma non intercetta. Sulla ribattuta è perfetto il lob del centravanti.

Nella ripresa amaranto più pericolosi

Ma è clamorosa la palla che, sul finire della prima frazione, Bellomo non riesce a spingere in porta sempre su servizio dell’attaccante africano, incontenibile sull’out di destra

Nella ripresa la stanchezza nelle due formazioni diventa tangibile e, tanto per cambiare, gli amaranto maledicono la sorte perché devono salutare anche Monalto per infortunio.

Baroni, di colpo, è costretto a usare tre cambi per l’ultimo slot.  Ne viene fuori una gara in cui la Reggina con la propulsione di Menez, Denis e Okwonwko manifesta una pericolosità costante contro un Lecce in vistoso ritardo fisico rispetto agli avversari.  I salentini tremano tanto, ma non cadono anche per un pizzico di cinismo mancante degli ospiti.

LECCE-REGGINA 2-2

Marcatori: 7′ Edera (R), 14′, 16′ Stepinski (L), 27′ Montalto (R),

Lecce (4-3-1-2): Gabriel; Maggio (84′ Yalcin), Lucioni, Meccariello, Zuta (46′ Gallo); Majer (70′ Henderson), Hjulmand, Bjorkengren (76′ Nikolov); Mancosu; Stepinski (70′ Rodriguez), Coda. A disposizione: Bleve, Vigorito, Pisacane, Paganini, Dermaku, Listkowski, Tachtsidis. Allenatore: Corini.

Reggina (4-2-3-1): Nicolas; Delprato, Loiacono, Stavropoulos, Liotti; Crimi, Crisetig (58′ Lakicevic); Bellomo (58′ Ménez), Edera (14′ Orji), Rivas (35′ Bianchi); Montalto (58′ Denis). A disposizione: Guarna, Plizzari, Cionek, Dalle Mura, Chierico, Petrelli. Allenatore: Baroni.

Arbitro: Marco Guida di Torre Annunziata (Ciro Carbone di Napoli e Andrea Zingarelli di Siena). IV ufficiale: Luca Massimi di Termoli.

Note – Ammoniti: Crimi (R), Loiacono (R), Stavropoulos (R). Calci d’angolo: 5-6. Recupero: 5’pt; 4’st.