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Reggina, parla il vice di Baroni Del Rosso : “L’esperienza con Lippi formativa, io e Baroni insieme sin da giovani”

Conferenza stampa con protagonisti atipici. C’è il vice di Marco Baroni, Fabrizio Del Rosso. Uno che nel palmares ha diversi anni  di collaborazione con Marcello Lippi, ma anche una lunga conoscenza con Marco Baroni.

Tornando al periodo con l’ex ct in Cina : “È stata un’esperienza altamente formativa. Stiamo parlando del top. Mi ha fatto capire tante cose. La conoscenza con Baroni viene dal fatto che siamo venuti insieme nel settore giovanile della Fiorentina. Abbiamo avuto percorsi diversi. Lui ha fatto una carriera da calciatore di alto livello, come giocatore di Serie A. La mia è stata modesta, in Serie C e si è sviluppata molto al Sud: ho giocato nel Messina, nel Cosenza, nel Catania, nella Cavese. Poi quando tutti e due abbiamo intrapreso la carriera da allenatore ci siamo trovati casualmente alla Juventus. Io allenavo gli Allievi Nazionali e Marco la Primavera. E poi ho iniziato a collaborare con lui nella Primavera, a fine stagione dopo aver fatto un’ottimata annata con la vittoria della Coppa Italia Primavera sono stato chiamato da Lippi in Cina per tre anni e mezzo. Poi sono tornato in Italia, per poi tornare in Cina con la Nazionale”.

E ancora sul calcio asiatico: “È un calcio diverso, ma ha degli aspetti interessanti. C’erano molte problematiche a livello organizzativo. Lippi è stato la persona che ha dato un’impronta gestionale e manageriale al calcio cinese. Per quanto riguarda il campo, inutile parlare. Lui è il top, abbiamo vinto tutto negli anni in cui siamo stati lì ed anche la Champions League asiatica. Anche quando siamo tornati con la Nazionale il mister ha dato un’impronta diversa. La cosa molto bella e positiva è che comunque ci siamo affacciati nel calcio, asiatico confrontandoci con aspetti interessanti e calciatori che potrebbero giocare nel calcio europeo. Per un allenatore è un’esperienza molto formativa”.

Adesso la Reggina pare avere cambiato marcia: “Siamo arrivati in una squadra che aveva dei problemi.  È stato individuato il cambio del modulo e Marco ha lavorato sulla testa dei giocatori. Quando le cose non vanno la prima cosa che perde il calciatore è la sicurezza. Piano piano, aiutati dai risultati e dalla grandissima disponibilità dei calciatori, si è venuti a capo”.

E ancora su Baroni: “Marco è un allenatore che vive 24 ore su 24 la sua professione. Cura i particolari nei minimi dettagli.  Cerca di avere un rapporto schietto con i giocatori, che nell’immediato può essere traumatico ma poi i calciatori lo apprezzano. Fa vedere con filmati lati positivi e negativi che un giocatore che può avere.  Questo diventa contagioso, perché la squadra rispecchia le sue idee”.

E sulla programmazione delle prossime gare: “Come mentalità non è cambiato nulla. Giochiamo una partita alla volta e facendolo siamo arrivati a poterci giocare qualcosa di importante. Il nostro futuro è la partita con la Cremonese. Finita, vedremo come è andata e penseremo all’Ascoli. Quello che fanno le altre squadre non ci interessa, i conti si fanno alla fine”.

Con una Reggina lanciata il dubbio è che la sosta possa non aver fartto benissimo agli amaranto. “Avremmo – ha ammesso Delrosso – preferito giocare. La squadra era in fiducia e nel calcio quando il ferro è caldo, va battuto.  Abbiamo la sensazione di un gruppo che ci è cresciuto tra le mani. Siamo soddisfatti per come si allenano i ragazzi, non c’è bisogno di stimolarli. A volte potremmo anche frenarli. Questo è dettato dai risultati, dallo stare bene insieme”.