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Reggina, Torrisi: “Il Granillo mi è rimasto nel cuore, vedo amaranto avvantaggiati con la Reggiana”

Stefano Torrisi è un pezzo di storia della Reggina. Difensore centrale dalle spiccate qualità tecniche fu protagonista di due salvezze in Serie A.

Reggio – ha rivelato ai microfoni di Tutti Figli di Gallo su Reggina Tv –  è rimasta molto nel mio cuore. Io ne ho girati di campi, ma io ricorderò l’applauso che ricevetti da avversario quando tornai con il Bologna. Fu un’emozione grande, più di alcune vittorie che ho avuto in carriera. Vorrò sempre il bene di questa società”.

Torrisi arrivò dal Parma con altri due calciatori. “La situazione – ha ricordato – era inguaiata. Venivamo da Parma dove avevo fatto bene, dove c’era stato un cambiamento di rotta ed erano arrivati Prandelli e Sacchi che volevano puntare sui giovani. Quando arrivarono loro avevo già 29 anni. Mi chiesero se volevo andare a giocare da qualche parte. Io non avevo molta voglia di andare. Sapevo che sia Bonazzoli che Diana avevano firmato. Vennero a parlarmi Lillo Foti e Gabriele Martino ed io che ero titubante dall’andarmene da Parma venni convinto perché loro furono molto convincenti.  La sera stessa sono partito. Eravamo messi male”.

Sabato si gioca Reggina-Reggiana e Torrisi è un doppio ex della sfida. “I percorsi – ha proseguito Torrisi  – rispetto all’andata si sono invertiti.  La Reggina adesso è lì e con una vittoria rientra nei play off. Comincia ad essere una posizione che cambia gli equilibri e le prospettive dei giocatori. Da un punto di vista motivazioni e vista la rosa delle due squadre, penso la Reggina sia avvantaggiata. Ci sono giocatori che hanno giocato in Serie A e stranieri importanti.   La Reggiana verrà a cercare di fare un punto, di chiudersi, ma il campo in questo momento mi fa vedere avvantaggiati gli amaranto”.

E sugli allenatori avuti a Reggio: “Con Franco ho litigato a Reggio. Non ci siamo trovati. Aveva scelte diverse, gli piaceva di più un altro tipo di giocatore. Quando un giocatore con un po’ di carisma non gioca, qualche screzio ci sta. Quando venne Camolese giocai sempre, ma era un calcio diverso e gli piacevano caratteristiche diverse. Abbiamo avuto De Canio a Reggio che, per me, è stato un grande allenatore”.