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Reggina: da oggetto misterioso a gigante della difesa, l’altro merito di Baroni

Nelle prime dodici partite di campionato, Dimitrios Stavropoulos era andato dieci volte in panchina.   Per certi versi pareva quasi essere una sorta di alter ego difensivo di Vasic, volendo intendere una scommessa arrivata dall’estero  e che poco poteva avere  da spartire con il campionato italiano.

Marco Baroni, però, ha subito puntato sul greco.   Nelle 20 partite della sua gestione: dodici volte lo ha schierato titolare e una volta era squalificato.  Oggi il difensore ellenico è una sorta di colonna del reparto difensivo amaranto.

Con un’aggiunta non da poco: è giovane ed è di proprietà del club.

Nel lavoro di valorizzazione della rosa da parte del tecnico non bisogna perciò tenere conto solo del fatto che a gennaio la squadra è stata rafforzata e resa più adatta alla B (a partire dal portiere).    Nella risalita della china della Reggina sono intervenuti  in maniera considerevole anche calciatori che in precedenza non erano stati coinvolti quanto forse avrebbero potuto nell’ottica di un loro possibile processo di crescita.

E questo non è ovviamente puntare un dito contro la precedente gestione che tanto ha dato alla Reggina, ma forse un dato che serve a sottolineare che non è stato solo il mercato di gennaio a far cambiare marcia alla squadra amaranto, ma anche un lavoro di valorizzazione di ciò che c’era a disposizione.