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Dalla laguna a Old Trafford, il Venezia-Reggina diverso di Massimo Taibi

Il ds è uno degli ex della sfida, in  Veneto si  è rilanciato dopo gli anni al Milan.

Era il gennaio del 2000 e quando i tifosi della Reggina stavano trattando Massimo Taibi nessuno ci credeva. Sì, perché il portiere giocava nel Manchester United, aveva un passato nel Milan ed era un calciatore che viaggiava a livelli più alti di quella che era la dimensione della società amaranto.

Lillo Foti, però, andò a prenderlo, trattando con Sir Alex Ferguson.   Taibi in Premier League non fece bene.  L’occasione della sua vita fu caratterizzata da una “papera” che non ha mai ripetuto in carriera.  Un caso della vita che lo ha portato a Reggio Calabria.   In quella Reggina che venerdì sfiderà il Venezia.

Ma è proprio in laguna che l’attuale ds amaranto tornò a fare il fenomeno in Serie A dopo l’esperienza al Milan e si guadagnò la chiamata dei Red Devils.  Proprio per questo Venezia-Reggina sarà una sfida che vivrà con uno stato d’animo particolare, quando entrerà al Penzo e si vivrà quegli anni in cui era uno dei migliori portieri d’Italia.

La sfortuna di capitare nella generazione di Buffon, Toldo e Peruzzi non gli ha forse dato la visibilità che avrebbe potuto avere in altre fasi della storia.

Era il Venezia del Chino Recoba, di Pippo Maniero, di Walter Novellino  e dello stesso Taibi.   Quello di venerdì resta un avversario molto insidioso per la Reggina.