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Reggina, ci sono anche gli altri

La Reggina tornerà in campo nel mese di aprile. Esattamente il 2 a Venezia. Questo significa che il mese di marzo, sotto il profilo calcistico, può essere considerato chiuso e si possono anche trarre dei bilanci.

Si sono giocate cinque partite e la squadra amaranto ha ottenuto cinque punti.  Una media che quasi si fatica a ritenere accettabile, per effetto dell’exploit delle partite precedenti.

Al di là del fatto che la squadra di Baroni aveva abituato ormai ad un rendimento migliore, c’è un tema da mettere in risalto.

La Reggina ha affrontato nell’ordine: Empoli, Pisa, Monza, Brescia e Chievo.

Con l’eccezion del  Pisa che può essere considerata una pari grado, le altre quattro sono squadre che per budget, investimenti e progetto tecnico risiedono un paio di spanne al di sopra di quello che è l’attuale livello della Reggina.

E non è un atto di lesa maestà dirlo in maniera chiara. Anche perché gli squilibri giustificano anche prestazioni deficitarie contro certi avversari più quotati.  La prova straordinaria contro il Monza è, invece, un evento che certifica, ancora una volta, quanto imprevedibile possa essere la Serie B e quanto, nonostante tutto, siano rilevanti le qualità della Reggina.

Il bottino conquistato, tra l’altro, è perfettamente proporzionale alle prove offerte.  Ci sarebbe, in teoria, solo da spostare il fortunoso punto ottenuto contro il Chievo nella trasferta di Brescia e ogni risultato avrebbe la dimensione giusta per quanto visto in campo.

A Pisa, soprattutto nel primo tempo, si è sprecato tanto, ma nel complesso il pareggio ci poteva stare.  Ci sarà adesso ancora da stringere i denti contro avversari di alto profilo (Venezia e  Cittadella) per poi tuffarsi nuovamente in scontri più alla portata degli amaranto. Almeno classifica alla mano, tenuto conto che la B resta sempre un campionato difficile da pronosticare.