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Reggina, c’è una variazione tattica chiara nelle ultime partite

La Reggina targata Baroni, sin dal primo momento, si è schierata con il 4-2-3-1. Anche quando l’allenatore era arrivato da due giorni, non perse tempo nel cancellare il precedente atteggiamento tattico per abbracciare le sue teorie preferite.

Si tratta di un modulo che, per definizione, essere molto elastico.  Non è un caso che, soprattutto a Coverciano, c’è una corrente di allenatori che insegna calcio che ritiene sia un modulo che non esiste. O meglio che possa essere un 4-4-2 rivisitato o un 4-3-3.

Idee. Anche perché nelle dinamiche del gioco e sulla base delle interpretazioni delle partite possa cambiare l’atteggiamento di un giocatore per gettare alle ortiche qualsiasi tipo di ragionamento fatto a tavolino.

Tuttavia, la Reggina vista nelle ultime partite sta evidentemente proponendo un tema tattico leggermente diverso e divenuto ancor più chiaro da quando manca Folorunsho.

A Pisa, per la prima volta, la Reggina è schierata con un 4-3-3 puro.  L’ex centrocampista del Bari ha fatto più la mezzala che non il trequartista.   Scelte che è stata riproposta contro il Monza e si è vista con Kingsley a Brescia.  E di questo ne ha parlato a fine partita lo stesso Baroni.

Paradossalmente si tratta di una scelta che darebbe la possibilità di schierare un tridente più pesante, con un centravanti vero. Scelta che potrebbe essere effettuata già da domenica.

Ma si tratta di cambiamenti che segnalano la ricerca di dare imprevedibilità alla squadra, ma anche copertura.  Segno che, per lo meno, non c’è integralismo nella Reggina targata Baroni.