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Reggina, Aglietti e “gli anni più belli” della sua vita a Reggio Calabria

Domenica al Granillo di Reggio Calabria arriva il Chievo. Un avversario che non ha un allenatore che ha un nome come tutti gli altri.   Anche perché basta riguardare le sue vecchie dichiarazioni.

Alfredo Aglietti è uno che ha fatto sognare i tifosi della Reggina, quando ancora la Reggina non era mai stata grande come è poi stata. Un rapporto quello tra l’attuale allenatore del Chievo e Reggio Calabria che è molto più profondo di quanto potrebbero rappresentare trentotto gol. Era metà degli anni ’90 e il gigante di San Giovanni Valdarno timbrò a fuoco il suo nome nella storia amaranto, trascinando la Reggina in Serie B e poi aiutandola a salvarsi. Prima di spiccare il volo verso il Napoli.

Non è un avversario Alfredo Aglietti, se non per i novanta minuti. I suoi gol hanno fatto sognare una generazione intera, forse più di quanto non abbiano fatto nomi altisonanti arrivati ai tempi della Serie A.

Domenica lo stadio pieno gli avrebbe riservato la solita ovazione.

Il 16 ottobre del 2019 ricordava così la sua avventura in riva allo Stretto: “Dei reggini mi manca l’affetto che mi hanno sempre dimostrato. La più grande dimostrazione d’affetto l’ho avuta è quando sono tornato con il Verona ed ho fatto doppietta. Mi manca il sole ed il mare, sono stati i due anni più belli come calciatore e come vita. Eravamo sempre insieme con tutta la squadra e con le mogli. Certe cose te le porti dietro. Anche quando sono tornato da allenatore ho ricevuto applausi, saluti e qualcosa che va al di là del calcio”.

E in cuor suo un po’ ci spera che prima o poi la panchina amaranto sarà sua.