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Brescia-Reggina? Un Pisa-Reggina con più sfortuna

Il day after Brescia-Reggina permette di guardare con più lucidità a quanto accaduto al Rigamonti.   Gli amaranto perdono. Lo fanno, però, in una partita che era seria candidata allo 0-0 e dove a fare la differenza è stato il tiro dal limite di uno che in genere calcia con l’altro piede.

Casualità. Fatalità.  La si può definire come si vuole, ma dal punto di vista della prestazione quella della Reggina a Brescia è stata una gara molto simile a quella di Pisa.

Anche all’Arena Garibaldi, nei primi venti-trenta minuti, gli amaranto avevano avuto il torto di non concretizzare quanto creato.

Le differenze sono state essenzialmente due: l’avversario ha segnato. Sempre l’avversario, una volta trovato il vantaggio, si è ricordato di avere una squadra forte e  ha di fatto anestetizzato la gara.

 

A Brescia la Reggina ci ha messo del suo perché avrebbe dovuto vivere lo svantaggio con maggiore lucidità e organizzarsi meglio nel portare attacchi ad una difesa che, a dire il vero, nelle ultime fasi del match non è apparsa impenetrabile.

Vietato, però, fare drammi. Sul campo di una squadra che ha uno dei monte ingaggi più importanti del campionato, la Reggina ha dimostrato di esserci e di aver perso per una giocata, di fatto, quasi estemporanea.

Semmai la sconfitta ha un fine utile: concretizzare ogni sforzo, anche mentale, sulla salvezza. La classifica dice che è più che raggiungibile.