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Reggina-Monza, Brocchi-Baroni “più che 1-0”

La gestione della rosa di stelle del Monza non è un problema della Reggina.  Così come non è, eventualmente, una preoccupazione dei tifosi amaranto capire il perché una squadra così forte abbia fatto una figura così magra a Reggio.

Ci si aspettava sicuramente di più da chi ha un budget da squadra di media fascia di Serie A.  Al Granillo, invece, si è avuto conferma che i brianzoli si affidano principalmente alle individualità e questo, visto la materia prima biancorossa, non è certo necessariamente una scelta sbagliata.

Quello che è certo che, chi avesse visto solo la partita, ha potuto notare come nel contro tra Reggina e Monza siano andate due squadre che avevano contenuti diversi.

Molto più tarata sulla partita la Reggina che aveva anche fatto scelte ad hoc per l’avversario. Contro una squadra che proponeva attaccanti poco mobili come Balotelli, Baroni ha scelto di puntare sulla fisicità di Stavropoulos.

Allo stesso modo si è vista una squadra che, per larghi tratti, ha preferito il 4-3-3  al consueto 4-2-3-1. Merito di un Folorunsho chiamato a fare un po’ il jolly.  Una scelta dettata dalla necessità di andare in parità numerica nel settore centrale  e uno schieramento già provato nel secondo tempo di Pisa dove c’era per l’appunto un terzetto con Bianchi, Crimi  e l’ex barese.

Le scelte di Okwonkwo,  Bellomo e Rivas sono state buone opzioni confermate al di sopra di ogni parere soggettivo dai fatti.  Tutti tasselli non casuali, in base alle caratteristiche dell’avversario, senza snaturare le proprie caratteristiche.

Del Monza si è visto avvero poco.