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Reggina, Menez: qualche colpo di tacco di troppo, ma c’è sempre il rovescio della medaglia

Quando si parla di Jeremy Menez si va spesso incontro a punti di vista che, nel bene o nel male, possono essere condizionati da pregiudizi.

Reggina-Empoli è stata la terza esclusione consecutiva del francese dalla formazione titolare.   Baroni, se non altro, ha tenuto a fargli capire che lui le scelte le fa come se tutti fossero uguali, ben sapendo che Menez che non lo è.

Il calciatore è entrato in campo concentrato.  Si è visto qualche colpo di tacco di troppo  per una squadra in svantaggio, ma sarebbe un peccato se a farli sarebbe qualche altro.  Lui ce li ha nel Dna.  È una giocata come un’altra, come un passaggio di piatto.

È anche vero che il 3-0 nasce da un suo contrasto perso e dal fatto che si perdi, ma raccontando solo quella circostanza si offre una cronaca parziale.

Non si dice, ad esempio, che in un Empoli cortissimo, stretto e capace di chiudere ogni spazio, lui è stato l’unico a trovare qualche linea di passaggio.

E si può anche raccontare che nell’azione offensiva precedente al gol del 3-0 dell’Empoli, lui è praticamente l’ultimo uomo a rincorrere gli avversari sul contropiede.

Questo fa il paio con il fatto che anche a Cosenza (suo malgrado) fosse a difendere nella propria area di rigore e che a Ferrara abbiamo di fatto congelato la partita. Segno che le esclusioni sono state incassate con grande professionalità e il calciatore c’è con la testa.

Si può dire che è ormai arrivato di riconoscergli un po’ di credito rispetto al suo rapporto con la causa amaranto.