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Reggina: la Spal è un leone ferito, Marino si gioca tanto

Spal-Reggina. Appuntamento fissato per sabato alle ore 14.   La Reggina arriva con l’entusiasmo di chi, dopo un avvio di stagione difficile, sembra aver trovato la strada giusta.  Sono sei partite senza sconfitte per gli amaranto. Se, invece, quella senza vittoria per gli emiliani.

Chi è scaramantico o teme la legge dei grandi numeri è autorizzato ad adottare qualsivoglia tipo di rito apotropaico.

La Reggina sa bene di andare a Ferrara ed affrontare un autentico “leone ferito”. Nel senso che quella che appare una squadra in difficoltà è, in realtà, una compagine con tanta qualità, in grado di tirarla fuori da un momento all’altro.

Anche perché c’è chi sostiene che la posizione di Pasquale Marino non sia così salda. Dopo l’approdo di Semplici al Cagliari, gli emiliani avrebbero perso un’importante zavorra nel bilancio e avrebbero minore difficoltà nel decidere un avvicendamento tecnico. Avendo, adesso, un solo allenatore a libro paga.

La Spal, anzi questa Spal, non può permettersi di essere ottava a cinque punti dal secondo posto che significa promozione diretta. L’obiettivo di chi ha preso 25 milioni di paracadute.

L’ultima vittoria risale al 18 gennaio (2-0 contro la Reggiana).  Cinque pareggi e una sconfitta non possono essere il ruolino che si richiede a chi ha ben altri obiettivi.

Pasquale Marino nell’ultima gara ha cambiato modulo.  Dopo aver lungamente alternato 3-4-1-2- e 3-5-2, a Vicenza ha proposto un 4-3-2-1.  Un albero di Natale di “ancellottiana” memoria dove la qualità di Asencio e Valoti mirava ad innescare il feeling con il gol di Paloschi.  Al Menti è finita 2-2.

Come la Reggina a Cosenza i biancazzurri si sono fatti rimontare due reti. Adesso il leone ferito vuole tornare a ruggire. Alla Reggina toccherà non farsi spaventare.