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Reggina, Gallo: ‘Scusate se lo dico: non vendiamo un biglietto da un anno, la società va avanti con le forze personali’

Quasi si scusa Luca Gallo, in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo dg Giuseppe Mangiarano.

Lo fa quando si trova a parlare del mercato fatto a gennaio. “Avrei – ha puntualizzato –  potuto fare di più, perché si può sempre fare di più. La parte economica del mondo calcio, in questo momento, è in condizioni drammatiche.  Parlo non solo per me, ma per tutti i club. La situazione è quella che è, si sarebbe potuto fare di più in un momento completamente diverso”.

“Consentitemi – ha aggiunto –  di dire un cosa, una volta sola. L’ultimo biglietto venduto è stato un anno fa contro il Monopoli. È un anno che la Reggina non incassa qualcosa dal pubblico, né è stata fatta la campagna abbonamenti.  Gli sponsor, quando tu vai a trattare con loro, loro ti dicono che ti danno un quinto con lo stadio chiuso.  La Reggina 1914 è andata avanti, e io parlo per me e anche per tutte le altre squadre, senza introiti. La Reggina è andata avanti quest’anno  con i soldi miei personali e gli incentivi di Lega e Dazn e nient’altro. Credo sia il caso di andare a rimarcarlo”.

“Si fa campagna acquisti – ha aggiunto –  con quello che si può fare con le forze personali. Magari avrei potuto fare di meglio, magari di peggio vista la situazione. Se vogliamo possiamo chiudere gli occhi e possiamo pensare che non esiste, ma questo è un dato di fatto”.

“Questo  – ha proseguito – è quello che ci diciamo noi nei consigli di Lega. Ma non è che si è fatto nulla per dare un aiuto reale a queste cose qui.

“Gli stipendi dei calciatori  – ha precisato – sono apposto. Magari la gente non sa che al Sant’Agata ci sono 16 manutentori.  Al Sant’Agata, considerati tutti i settori e aggiungendo gli store ,  ci sono 60 persone che prendono uno stipendio regolarmente.  Il centro sportivo Sant’Agata non è che me lo danno gratis,  ho pagato l’intera annata proprio adesso ed è stata fatta una fideiussione di pari entità. Sento tanta gente che sa tante cose. Tutto questo con quali soldi? Mi piacerebbe con quelli dello stadio.  La dura realtà viene messa davanti al presidente e al proprietario della squadra”